Trovare il ristoro vero nel Signore


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pubblicato il 03 agosto, 2017

A chi «nei mesi estivi» cerca «un po’ di riposo da ciò che affatica il corpo», Papa Francesco raccomanda di non dimenticare «di trovare il ristoro vero nel Signore». All’Angelus del 9 luglio, rivolgendosi ai fedeli presenti numerosi in piazza San Pietro nonostante il gran caldo, il Pontefice ha esortato a non smettere di andare «a Gesù», di dargli «il nostro tempo», di incontrarlo «ogni giorno nella preghiera, in un dialogo fiducioso», familiarizzando «con la sua Parola», riscoprendo «il suo perdono», sfamadosi «del suo Pane di vita».
Come di consueto Francesco ha preso spunto per la riflessione dal vangelo domenicale e soffermandosi sulla frase di Gesù riportata da Matteo — «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (11, 28) — ha subito fatto notare come il Signore sappia bene «quanto la vita può essere pesante: delusioni e ferite, torti da sopportare, incertezze e preoccupazioni». Quindi il suo «è un invito a muoversi e reagire» mentre «nei momenti bui viene naturale stare con sé stessi, rimuginare su quanto è ingiusta la vita, su quanto sono ingrati gli altri e com’è cattivo il mondo». Ma in tal modo, ha avvertito il Papa «si arriva a familiarizzare con la tristezza, che diventa di casa, ci prostra». Mentre al contrario Gesù «vuole tirarci fuori da queste “sabbie mobili”».
In proposito Francesco ha messo in guardia dalle “mete illusorie”, dai tanti “fuochi d’artificio” che «promettono ristoro e distraggono solo un poco, lasciando poi nella solitudine di prima». Meglio allora, suggerisce il Vangelo, «di fronte a un peso o a una situazione che addolora» provare «a parlarne con qualcuno». Anche se, mai bisogna dimenticare Gesù. «Forse ci
sono delle “zone” della nostra vita che mai abbiamo aperto a Lui — ha osservato il Pontefice — e che sono rimaste oscure». Per cui «se qualcuno ha questa zona oscura» è invitato a cercare Gesù, andando da un missionario della misericordia o da un prete. Perché, ha concluso Francesco, «Gesù dice a ciascuno: coraggio, non arrenderti. Egli ci aspetta, ci aspetta sempre, non per risolverci magicamente i problemi, ma per renderci forti. Non ci leva i pesi dalla vita, ma l’angoscia dal cuore; non ci toglie la croce, ma la porta con noi».

Natalino Bonazza






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