IL CORAGGIO DI FARSI SENTIRE


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pubblicato il 06 agosto, 2017

Di ritorno dal campo mobile con venti giovani scout del Mestre 6 ho ancora le gambe un po’ doloranti. Passerà. E’ il ricordo di quanto vissuto a Casal di Principe che resta ben impresso. Il nome di questo paese in provincia di Caserta è tristemente noto, perchè negli anni Novanta fu dominato dal clan camorrista dei Casalesi, diventando teatro di omicidi efferati e crudeli. Nel 1994 vittima fu anche un giovane parroco, don Giuseppe Diana: ucciso nel giorno del suo onomastico, mentre in sacristia si preparava alla messa del mattino. Quel fatto ha scosso la gente, che ha cominciato a reagire e poi negli anni ha imparato a vincere la paura e la rassegnazione. C’è da sperare che si consolidi sempre più una convivenza giusta e pacifica. Per essere vinta questa lotta di popolo ha bisogno di svilupparsi in dimensione educativa e culturale.
I nostri ragazzi si sono chiesti: e noi che cosa possiamo fare? Prima di tutto renderci conto che le mafie (di cui la camorra è una forma) esistono già qui da noi: corrono dove ci sono i soldi, sono ormai un fatto non solo nazionale ma internazionale. Poi saper scegliere in modo critico e responsabile ciò che viene prodotto da un lavoro onesto, da un’economia sana, dal rispetto della legalità e quindi del bene comune. C’è da fare molto qui, a Mestre e a Venezia: non siamo ingenui.
«Il coraggio di farsi sentire» è lo slogan scelto dai nostri scouts: la nostra generazione – i loro padri – ha il coraggio di ascoltarli davvero?

Natalino Bonazza






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