I MILLE VOLTI DELLA POVERTA’


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pubblicato il 26 novembre, 2017

La scorsa domenica, prima giornata mondiale dei poveri, ci ha colto un po’ impreparati. Occorre ammetterlo ed è bene riconoscerlo, per liberarci dalla presunzione di aver già capito tutto e che basti fare un bel gesto di carità, per lavarci la coscienza. Nel messaggio del Papa mi ha colpito questo passo: «Conosciamo la grande difficoltà che emerge nel mondo contemporaneo di poter identificare in maniera chiara la povertà. Eppure, essa ci interpella ogni giorno con i suoi mille volti segnati dal dolore, dall’emarginazione, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture e dalla prigionia, dalla guerra, dalla privazione della libertà e della dignità, dall’ignoranza e dall’analfabetismo, dall’emergenza sanitaria e dalla mancanza di lavoro, dalle tratte e dalle schiavitù, dall’esilio e dalla miseria, dalla migrazione forzata. La povertà ha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro». Ed ancora: «Alla povertà che inibisce lo spirito di iniziativa di tanti giovani, impedendo loro di trovare un lavoro; alla povertà che anestetizza il senso di responsabilità inducendo a preferire la delega e la ricerca di favoritismi; alla povertà che avvelena i pozzi della partecipazione e restringe gli spazi della professionalità umiliando così il merito di chi lavora e produce; a tutto questo occorre rispondere con una nuova visione della vita e della società».

Abbiamo ancora da imparare molto per poter vedere il povero.

Natalino Bonazza






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