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IL CORAGGIO DELLA SOBRIETA’


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pubblicato il 27 gennaio, 2018

Sebbene per poco appartengo anch’io al cosiddetti «babyboomers» ovvero a coloro che sono nati negli anni dal dopoguerra fino al 1964: un periodo lungo il quale la forte crescita economica si accompagnò con un notevole incremento delle nascite. Sono generazioni di ragazzi e ragazze che sono diventati uomini e donne passando dalle ristrettezze al benessere, godendo di un livello di vita decisamente migliore dei loro padri. Fortunati, vien da dire. Ma c’è anche un lato oscuro: troppi «babyboomers» sono scoppiati negli eccessi. Il pensiero va immediatamente al fumo, all’alcol e alla droga. Ma ci sono anche altri tipi di fragilità e di dipendenze: il gioco d’azzardo, per esempio.

Mi chiedo che cosa è mancato e tuttora manca, perchè questi fenomeni non si sono esauriti, ma continuano a segnare lo stile di vita delle generazioni seguenti fino ai nostri figli.

Forse ci manca la sobrietà. E’ vero, quando hai quel poco che basta e devi fartelo durare, per forza resti sobrio o meglio parco e misurato Ma quando sai di poter disporre di tutto: tempo, opportunità, soldi, allora sei messo alla prova. Che ragioni positive sappiamo dare noi oggi alla sobrietà? Che c’è di meglio e di più bello nel vivere sobriamente? Perchè i nostri figli dovrebbero dare retta a noi, se proponiamo la sobrietà nell’uso del tempo, nel divertimento, nella festa, nei sabati sera? Quattro anni fa nel primo messaggio ai giovani Papa Francesco scrisse: «Così come è necessario il coraggio della felicità, ci vuole anche il coraggio della sobrietà». Si cercano uomini e donne di coraggio.

Natalino Bonazza


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