SEGNI DEL DISAGIO


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pubblicato il 05 gennaio, 2018

Piazze e sagrati sono luoghi nei quali viene spontaneo darsi appuntamento, stare insieme e fare festa. Sono lo spazio condiviso di un bene comune, il loro valore va ben oltre la funzionalità. Qui una comunità si racconta, nelle sue riuscite e nelle sue miserie. Ai nostri giorni ci vuole così poco perchè una piazza o un sagrato diventino teatro di comportamenti insulsi, specie di notte e durante le feste. È fenomeno recente, balzato alla ribalta della cronaca locale. Chiedetelo al parroco del Duomo o della chiesa di Altobello, confratelli ai quali va la mia solidarietà.

Occorre andare oltre il comprensibile moto di indignazione e lasciarci interrogare da questi fatti non facili da decifrare e da affrontare. Lo sballo e le sbornie, l’imbrattamento dei muri e altri atti vandalici sono gesti di una notte e lasciano un danno che si può ripulire o togliere. Invece le persone che li compiono restano e forse si portano ancora dentro un disagio, non riescono a togliersi di dosso il loro malessere. L’eccesso fatto in pubblica piazza, spaccando o sbraitando, ha un che di provocatoria esibizione, che bisogna pur saper ascoltare. Assomiglia allo strillo di chi vuole attirare l’attenzione e affermare di esserci. Forse perchè si sente escluso? Forse perchè non sopporta che la sua condizione sia ignorata? Forse per rivalsa verso i più che hanno ciò che lui non ha? Attenzione ai nostri giudizi moralistici: potrebbero servire a farci sentire a posto nei nostri caldi salotti dove siamo tutti buoni, gradevoli e belli.

Natalino Bonazza






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