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RAMI STRAPPATI


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pubblicato il 17 febbraio, 2018

Ci sono senz’altro avvenimenti importanti e fatti gravi sulle prime pagine dei giornali e magari ci si aspetta – quasi fosse un tema obbligato – che il don di turno dica la sua. Passo.

Il mio interesse oggi va a due piccoli fatti nascosti eppure significativi. Anzi, qualcuno li giudicherà «normali». Io no, certo per sensibilità e non per puntiglio.

Nel cortile del patronato due settimane fa un piccolo arbusto, già potato in vista della primavera, è stato decapitato di brutto. L’altro ieri l’alberello di mimosa che inizia a fiorire è stato vandalizzato: via un bel ramo per prendere un mazzetto. Due gesti spiacevoli. Poi le piante si riprendono, ma la ferita dello strappo resterà. Fatevi una passeggiata, a partire dal piccolo acero accanto al cancello del patronato e poi via via osservate gli alberi lungo il Viale. Scoprirete che più di qualcuno porta le conseguenze di strappi ricevuti in gioventù. Alberi venuti su storti e talvolta malandati. La potatura è altra cosa.

Tornando ai due casi recenti, qualcuno mi dice che son cose da bambini. Proprio per questo chiediamoci: perchè rovinare una pianta? perchè farlo pur di portarsi via qualcosa? perchè manca il rispetto di un bene della comunità? La risposta concreta viene da noi adulti, di cui mi preoccupa la rassegnazione. Riprendiamoci il coraggio e la bellezza di educare i ragazzi allo stupore e all’ammirazione, alla cura del creato ovvero delle creature, a divenire custodi e non padroni di ciò che ci è dato.

Natalino Bonazza


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