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SEI PIU’ DEL TUO VOTO


« Il ritiro spirituale dei giovani Fake news & mala informazione »

pubblicato il 10 febbraio, 2018

Tempo di voti. Dalle elementari alle superiori e nei corsi universitari. Si è discusso molto sui sistemi di valutazione e sul modo di esprimerla e si continuerà a farlo. Peraltro la cronaca, che fa vedere solo il puntino nero sull’intero foglio bianco, sbatte in prima pagina qualche caso eclatante: la causa in tribunale, persa da quei genitori che consideravano ingiusto un nove invece del dieci per il figlio, il bullismo di altri che vanno a fare scenate ai colloqui fino ad alzare le mani… A me pare il caso di tener presente un elemento di base, che non va mai dato per scontato.

Prima di tutto ricordiamo che il voto non viene dato alla persona dello studente, ma valuta solo quanto è emerso dalle verifiche: compiti per casa, interrogazioni, temi in classe, esami… Il voto non è giudizio sulla persona. Se tale viene percepito, occorre riflettere sul modello di educazione a cui ci si sta adeguando. Gli adulti in genere tendono a misurare i ragazzi sulla base delle loro prestazioni, pretendendo che siano al top: primi, campioni, eccellenti. Insomma sempre vincenti nella competizione. Nel dare il massimo non possono sbagliare: deluderebbero il genitore, l’insegnante, così come l’istruttore e l’allenatore, fino a sentirsi in colpa per la loro imperfezione o a non sopportare di essere secondi ad altri.

Qui si vede la maturità dell’adulto: sa accettare e far accettare il risultato della valutazione, fa presente al ragazzo che lui è più del suo voto e lo sorregge o – nel caso – corregge perché faccia del «suo» meglio.

Natalino Bonazza

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