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GENERARE AMICIZIA SOCIALE


« In memoria di antonella Passi fiorti »

pubblicato il 10 marzo, 2018

Veniamo da un periodo, nel quale ci sono stati offerti spettacoli desolanti di contrapposizioni a tratti violente: nei media di carta e di schermo la denigrazione e l’insulto, nelle piazze gli spintoni e i pestaggi, nelle teste la paura indotta e il pregiudizio ideologico. C’è chi ha giocato abilmente con questa agitazione sociale, spingendo la gente a sollevarsi «contro» purchessia. Anche il mondo dell’informazione ha le sue responsabilità, quando ha replicato schemi consunti e si è limitato ad affibbiare etichette, rinunciando a fare il suo mestiere: informare davvero, raccontare la realtà complessa.

Vien da dire che non sono tempi buoni e la tentazione di restare al sicuro e al riparo nei nostri ambiti ecclesiali si presenta facile, quasi una tattica ragionevole. Invece proprio questo è il momento, nel quale bisogna avere il coraggio di uscire, sviluppando la capacità di incontro e di dialogo con tutti, per favorire l’amicizia sociale, di cui il nostro Paese ha particolarmente bisogno. Si tratta di praticare ciò che Papa Francesco ha raccomandato alla Chiesa italiana nel novembre 2015 a Firenze. Andiamo a rileggere quel discorso, non archiviamolo.

Partiamo da casa, dato che uscire non significa evadere. Nella nostra comunità ecclesiale c’è ascolto, si dà spazio al confronto? Sappiamo sopportare e gestire i conflitti, proprio perchè il dialogo si realizzi in modo vero e non finto? La capacità di incontro ci porta a cercare di fare le cose assieme, vincendo l’illusione che da soli si fa meglio?

Natalino Bonazza

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