LA CULTURA NEL FUMETTO


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pubblicato il 10 marzo, 2018

Topolino a Venezia

Un’invasione di topi ha scosso Venezia!

No, non allarmatevi. Sembra una notizia legata al degrado e alla mancanza di fognature della nostra bella città lagunare e invece… hanno trovato solo un piccolo ratto all’Accademia di Belle Arti, ma uno piccolo piccolo: si ecco, un Topolino!

E si tratta proprio di lui, di uno dei personaggi più amati dai bambini e, perché no?, anche dagli adulti. Mickey Mouse: questo il suo vero nome all’anagrafe americana dove è nato nel 1928 (novant’anni anni portati splendidamente, non c’è che dire). Nell’ultimo numero del settimanale omonimo ci fa vivere una storia molto bella proprio a Venezia e precisamente nelle splendide Gallerie dell’Accademia da poco restaurate.

Il volume è appena uscito e ve ne caldeggio l’acquisto, magari spacciandolo per un regalo ai nipoti, perché è disegnato da Giorgio Cavazzano, un maestro veneziano doc dell’arte sequenziale cioè del fumetto.

Eh si, miei cordiali lettori, anche le strisce disegnate sono arte e qui nel nostro territorio ne abbiamo un altro incredibile esempio con Hugo Pratt e il suo mondiale Corto Maltese (andate a recuperarvi “Favola di Venezia” e poi scrivetemi che non è un capolavoro!).

Tornando comunque al nostro amato Topolino, la storia si svolge nel 1817 sotto la dominazione austriaca e ne sono coinvolti Hayez, Canova e il conte Leopoldo Cicognara (si proprio quello della omonima via vicina alla scuola Leopardi…).

Curiosi? Spero di si, perché il racconto è molto bello e disegnato in maniera “imperiale” (visto che siamo sotto la dominazione austriaca che in quel periodo storico opprimeva la ex Serenissima). Che fantastica idea per avvicinare i bambini all’arte e alla storia veneziana! A questo serve la “trasversalità” cioè l’incontro fra più materie, che trovano compimento in un’opera di fantasia. Essa ci incuriosisce e ci spinge ad approfondire e magari a visitare la mostra che adesso si sta svolgendo alle Gallerie e che è oggetto fondamentale anche nella vicenda topolinesca.

La cultura può essere alta ma sinceramente la preferisco quando scende ai nostri piani e si mostra per quello che è, un’occasione di arricchimento visivo, intellettuale e, in questo caso, artistico.

L’importante è essere curiosi e aperti al nuovo. Quindi gambe in spalla e correte subito in edicola e poi di corsa a Venezia. Il vostro cervello vi ringrazierà e anche la vostra poltrona che potrà rilassarsi per qualche ora senza il vostro peso sopra!

Alessandro Seno






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