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pubblicato il 10 marzo, 2018

Funivia verso il sole

Di marzo vento siberiano e neve in città. La natura sa sempre stupirci. Le mimose in fiore e le prime margherite sotto assedio da questo artiglio d’inverno. Si sta bene in casa, al caldo, in compagnia di una buona lettura. Ma oggi la testa non si rilassa, neanche le pagine di un romanzo la catturano.

Le sferzate d’aria sui vetri, il bianco farinoso, no il vero pensiero è per il racconto di un’amica.

La tengo nella tasca del cuore: i capelli volati come soffioni, la pelle ustionata, le unghie diventate mollica, le vene mangiate dalla chemioterapia. Il suo stato di fragilità in una lotta tra fatiche e speranza. Il corpo violato. E poi le complicanze nelle relazioni medico – paziente che spesso tendono a dimenticare l’ascolto e l’aspetto psicologico di chi vive queste esperienze traumatiche. Infine, c’è lo specchio che presenta il conto della devastazione. E per una donna è più dura ritrovare una forma presentabile a se stessa e al mondo.

Con questi pensieri, abbandono il libro e prendo una rivista più frivola: sfogliarla alleggerirà tutto per un momento. Ed ecco l’inatteso, non un servizio moda o sull’ultima crema miracolosa, ma la storia di due sorelle parigine. Sembra scritta per me. Sembra scritta per noi.

Marine e Cindy, nel 2005, si trovano ad affrontare la notizia che la mamma ha un tumore al seno. Sotto choc sperimentano i tanti disagi che deve affrontare facendo chemioterapie e radioterapie.

La voglia di aiutarla però le mette in moto: cercarle la crema giusta, una parrucca adeguata, degli accessori carini che l’aiutino a tirarsi su di morale creandole occasioni di benessere.

In sei anni di cammino ascoltano pazienti, incontrano medici, estetiste, associazioni e ospedali. Così nel 2011, lasciano le rispettive professioni, per lavorare ad un progetto che ha l’intento di facilitare il quotidiano a chi ha subito trattamenti oncologici. Hanno aperto una boutique on-line con prodotti che possono alleviare gli effetti secondari delle cure. Parrucche, foulard, turbanti, in una miriade di tinte, cosmetici e intimo, protesi, una risorsa chic con prezzi piccoli che esce dai binari di quegli articoli pallidi per malati.

Chiudo la rivista. Accendo il computer e cerco questa bottega in rete www.oncovia.com/it

Sento di aver trovato un filo di luce, una funivia verso il sole.

Anche da casa, la mia amica, potrà trovare qualche cosa di carino per sé, senza violare il pudore di andare per negozi quando le forze mancano e si ha la sensazione di essere un ferrovecchio. La chiamo, ci mettiamo insieme davanti allo schermo per questo viaggio frivolo che fa bene all’animo… Ecco, facciamone passaparola perché anche un cappello colorato può essere di sostegno alla cure e rendere più sostenibili dei momenti difficili.

Monique Pistolato

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