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È VERAMENTE RISORTO


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pubblicato il 04 aprile, 2018

San Paolo scriveva ai cristiani di Corinto: «Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati» (1 Cor 15,17). Più chiaro di così. Nella cultura egemone di allora la risurrezione dei morti non era nemmeno un’ipotesi. Semplicemente non esisteva. Convinzione radicata e diffusa, se due secoli più tardi Tertulliano ebbe a constatare che era più duro credere alla risurrezione dei morti piuttosto che a una nuova divinità. Non meravigliamoci quindi se oggi il vangelo della Pasqua continua a far saltare schemi acquisiti dalla cultura di massa. E’ e sarà sempre vino nuovo che esige otri nuovi, perchè gli otri vecchi non tengono proprio.

Otre vecchio è l’aver ridotto la risurrezione di Cristo ad ultimo miracolo, tanto quanto averla confinata nell’aldilà e quindi irrilevante nel mondo. Otre vecchio è aver ridotto la fede ad opzione del singolo: spetterebbe a lui riconoscere la qualifica di risorto in aggiunta ad un Cristo che già gli basta come modello morale. Pure su questo San Paolo è schietto: «Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini» (ivi 19).

L’otre nuovo è la fede della Chiesa, quella trasmessa dagli apostoli e dai martiri fino ad oggi: gente che ha messo tutto in gioco per seguire l’Autore della vita. L’otre nuovo sa contenere l’annuncio e gustare la presenza del Vivente: Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, il Crocifisso veramente Risorto, primizia di un’umanità che grazie a lui può rinascere a vita nuova.

Buona Pasqua di risurrezione!

Natalino Bonazza

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