Caro don Giorgio


« «dammi tempo» Novita’ da gente veneta »

pubblicato il 27 maggio, 2018

Caro don Giorgio,

sono passati trent’anni da quando non sei più tra noi, ma nella nostra famiglia sei stato sempre presente. Giulio ti è stato vicino ancora prima che tu diventassi sacerdote, alla domenica ti veniva a trovare in Seminario assieme a tuo fratello.

Quando sei venuto nella parrocchia di San Giuseppe ci siamo avvicinati ancora di più. Abitavamo a due passi dalla canonica e spesso venivi a trovarci. Si chiacchierava e si mangiava assieme. Ringraziavi sempre per ogni piccolo gesto e per ogni incontro. Eri molto riservato, ma sempre pronto a dare dei consigli. A Giulio che si lamentava spesso perchè le cose non andavano bene, dicevi spesso: «Abbia pazienza, le cose si aggiusteranno un po’ alla volta».

Quando i nostri figli sono cresciuti e dovevano prepararsi a ricevere i sacramenti, hai coinvolto molte mamme a fare le catechiste, magari per i propri figli. Noi non ci sentivamo in grado di fare questo passo, ma ci hai sempre detto: «Chi meglio di una mamma può insegnare ai bambini l’amore per Gesù?» e così abbiamo iniziato.

Quando ci siamo trasferiti e abbiamo cambiato casa, abbiamo continuato a frequentare regolarmente la nostra parrocchia e tu hai continuato a starci vicino e a dare sempre dei consigli suggeriti dalla tua esperienza sacerdotale.

Quando ti sei ammalato ti siamo stati vicini, dispiaciuti per la tua sofferenza. E tu, sempre rispettoso, hai accettato con amore la volontà di Dio. In quel periodo – quando non eri in ospedale – a volte riuscivamo ad uscire «a prendere un po’ d’aria», come dicevi tu. L’ultima volta abbiamo fatto un’uscita fino a Caorle. Siamo andati a passeggiare lungo la diga e ad ammirare il mare e siamo arrivati fino alla chiesetta dell’Angelo, dove abbiamo recitato insieme una preghiera.

Per noi sei stato un amico importante, che ci ha accompagnato e ci accompagna sempre.

Silvia e  Giulio







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