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BUONE VACANZE?


« Chi chiude e chi continua Proteggiamo il nostro “noi” »

pubblicato il 16 giugno, 2018

Quest’anno pare che la fine delle lezioni scolastiche avvenga in un clima festaiolo, contagioso un po’ per tutti. Ci si augura buone vacanze pure tra adulti, nelle chat fioriscono cuoricini e baci, ci si lascia con sorrisi e saluti, sbracciando ciao ciao come quando parte il treno… È un’onda allegra che arriva anche in parrocchia e poi lascia il vuoto dietro di sé. In fondo ci stiamo omologando al ritmo generale: il periodo delle «attività» si alterna al tempo libero e l’impegno nei gruppi al ciascuno-fa-da-sé. Appiattite in questo conformismo stagionale, che non esito a definire mondano, le nostre domeniche estive languono.

Sia ben chiaro, sono il primo a rispettare la responsabilità delle persone e quindi, se non le vedo a messa nelle nostre chiese, mi trattengo dal giudicare che disertino l’eucaristia domenicale. Magari vanno altrove, dove sono in ferie. Ma se non le rivedo sistematicamente per tre-mesi-tre – naturalmente dopo l’inizio della scuola – insomma… posso almeno inquietarmi e dire che non mi pare normale? Del resto l’analfabetismo liturgico dei ragazzi a settembre parla da sé.

La realtà è questa: oggi il precetto è fare della domenica quel che si vuole. Anche solo dormire dopo aver tirato tardi sabato sera (ops, notte). E non chiamatela libertà! È un insulto insulso ai nostri fratelli e sorelle in Cristo che in tanti luoghi del mondo conquistano davvero la libertà di culto, quando con rischio e sacrificio fanno di tutto per non restare senza il nutrimento della Parola e del Pane di vita, cuore di ogni domenica.

Natalino Bonazza

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