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PROTEGGIAMO IL NOSTRO “NOI”


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pubblicato il 16 giugno, 2018

Seduta sulla poltroncina di fronte a me ad un tratto sbotta: “Mio marito mi dice che sono prima figlia e poi moglie. Ma che ci posso fare io se mia madre mi riempie di telefonate? Se i miei vogliono sempre sapere dove sono (sono ormai cinque anni che siamo sposati e abbiamo perfino comprato casa)? Quando poi si fermano a cena da noi, si siedono a tavola e criticano me (non lui!) per come vizio mia figlia di due anni… Sì, lo so, sono al centro dei loro pensieri ma che ci posso fare?

Non sono poche le donne che, anche una volta sposate, non riescono a tagliare quel cordone ombelicale che le lega ormai solo simbolicamente alle loro madri. Quando poi sono particolarmente apprensive, “svincolarsi” diventa ancora più difficile!

Il fatto è che non possiamo cambiare i nostri genitori ma mettere dei paletti possiamo, eccome! Prendiamo il caso di questa donna: se mamma le telefona per sapere dov’è, con chi sei e perché, una risposta sana potrebbe essere: «Sono con mio marito!», magari con voce allegra, senza dilungarsi troppo su dove va e perché! Questo sarebbe ossigeno non tanto per suo marito, ma per la coppia! E alla lunga potrebbe far bene anche ai suoi genitori. Prendiamo la scena della cena a tavola mentre i genitori di lei la criticano su come vizia la figlia, senza dar diritto di parola al legittimo padre. È vero, critica la neomamma, ma cancella colui che ha lo stesso titolo, suo padre! Non è vero che non ci può far niente, si potrebbe rivolgere di più al marito, anche in presenza dei nonni… Infatti, invece che sentirsi impotente nei confronti dei propri genitori, potrebbe provare a dare a colui che l’ha resa madre il posto che gli spetta: interpellarlo, chiedere il suo parere, citarlo, riporta le sue parole, del tipo: «Io e mio marito abbiamo deciso che…». In fondo lui le ha fatto il regalo di dirle che prima è figlia e poi moglie: vuole il posto che gli spetta e che lei ha concordato con lui quando gli hai detto Sì.

Non si tratta di disconoscere i propri genitori, di mancare loro di rispetto, né di voler prevaricare su di loro. Si tratta semplicemente di ridefinire i ruoli di ognuno, senza finire per giustificare sempre i propri genitori a scapito del proprio marito. Sposandosi, un uomo e una donna “fondano una nuova città”, costruiscono un perimetro, costituiscono un NOI fondato sull’ alleanza reciproca. Può forse una madre un po’ intrusiva, un po’ preoccupata, un po’ arrogante… smantellare il nostro “noi” ?!

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