SULLA TRACCIA DEL SINODO


« Camminando si impara La preghiera del papa per il sinodo »

pubblicato il 28 settembre, 2018

La proposta formativa unitaria era rivolta primariamente alle parrocchie della nostra collaborazione pastorale, ma ha trovato un interesse più ampio. Una quarantina di persone ha partecipato a tutti e quattro gli incontri nei mercoledì di settembre. Un’esperienza di incontro, confronto e scambio, utile per sintonizzarsi ora con il passo che la Chiesa compie e da riprendere tra alcuni mesi, quando si passerà all’attuazione delle indicazioni del Sinodo. Ecco una testimonianza di chi si è messo sulla traccia del Sinodo.

Il prossimo 3 ottobre prenderà il via il Sinodo dei vescovi sui giovani.

Come cristiana innanzitutto, ma poi come madre, insegnante ed educatrice di giovani ho cercato di seguire per quanto potevo le scarse notizie che arrivavano circa questo appuntamento.

Con piacere ho così aderito in parrocchia a San Giuseppe al percorso «Sulle tracce del Sinodo». La partecipazione a tale cammino è stata un’occasione privilegiata per avvicinarmi di più a questa tappa importante per la vita della Chiesa.

Il percorso era costituito sulla lettura e conoscenza dell’Instrumentum Laboris, documento denso e ricco di tutte le riflessioni che le varie Conferenze episcopali ed i giovani di tutte le nazioni hanno prodotto in questo anno di preparazione al Sinodo vero e proprio, testo che sarà in mano dei padri sinodali come guida dei lavori dell’Assemblea.

Le quattro tappe percorse sono state guidate da quattro sacerdoti che con abilità ci hanno condotto dalle prime alle ultime pagine del documento, sviscerandone  gli aspetti salienti. Il confronto poi tra noi laici di varie età, divisi in gruppi, e la condivisione successiva hanno evidenziato come ci sia da parte di tutti un desiderio profondo di farsi vicini ai giovani, soprattutto quelli più lontani. Ne è uscito uno spaccato di Chiesa locale un po’ bloccata su vecchi e nuovi problemi (gli adulti che non coinvolgono i giovani, i gruppi diversi che non dialogano, i preti giovani che non ci sono, per citarne alcuni) che vede assottigliarsi sempre più il gruppo di giovani che riconosce in Cristo la propria guida e salvezza.

Interessante è stato sentire che i problemi locali con i giovani sono per lo più universali e che la Chiesa, quanto mai ora, deve ascoltare quanto i giovani stessi hanno da dire e proporre. Deve coinvolgerli in primis nel percorso pastorale e deve, con figure belle e credibili, farsi vicino a ciascuno per far scorgere in lui il germe di gioia vera che Dio dà sempre ha posto in ognuno di noi. Da qui poi nasce la necessità di accompagnare i giovani a fare discernimento sulla loro vita, portandoli a scoprire quale sia la loro vocazione nel quotidiano.

Nel mio vivere porterò molti spunti nati dalle riflessioni fatte partendo dal documento. La responsabilità che abbiamo nei confronti dei giovani ci deve spingere a una revisione della nostra vocazione per viverla in modo pieno e bello, consapevoli che in ogni ambito del quotidiano i giovani stanno a guardarci.

Attendiamo ora ciò che il Sinodo produrrà, certi che il cammino intrapreso è solo all’inizio.

Silvia Cavestro







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