Festa del Ciao 2018


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pubblicato il 26 ottobre, 2018

Festa del Ciao 2018

COLLABORARE TRA PARROCCHIE?

Si può fare

Per l’Azione Cattolica la Festa del Ciao segna l’inizio dell’anno associativo. E’ una data importante perché ha il compito di mandare un messaggio ai ragazzi e a tutta la comunità: l’AC è ancora qui e riparte con il suo cammino annuale.

Fino ad un paio d’anni fa la festa era organizzata a livello diocesano e radunava in un unico luogo tutte le parrocchie aderenti della diocesi. Successivamente si è deciso di decentralizzarla, frammentandola in diverse location e accorpando le parrocchie in gruppi di tre o quattro.

Quando ci si trova davanti ad un cambiamento e si proviene da una esperienza piacevole, la prima reazione è sempre di scetticismo. Lo scorso anno infatti siamo stati piuttosto tiepidi nel sentire che saremmo stati in appena quattro parrocchie e che la festa si sarebbe tenuta nel patronato di San Marco Evangelista. Sebbene la festa sia andata bene, era chiaro che si trattava solo di una prova e che le cose si sarebbero potute migliorare.

Quest’anno è toccato alla nostra parrocchia ospitare e questo ha cambiato di molto la prospettiva: ci siamo sentiti più direttamente coinvolti e abbiamo provato quel senso di responsabilità che si prova, quando si invita qualcuno a cena: si mette a disposizione la casa e il cibo, ma si cerca anche di fare in modo che la serata sia piacevole per tutti.

Abbiamo condiviso la festa con i gruppi ACR delle parrocchie del Sacro Cuore e di San Pietro Apostolo di Favaro. Ci siamo trovati diverse volte tra educatori, tutti insieme per organizzare. La cosa che personalmente mi ha colpito di più è stata la sinergia che si è creata da subito.

Nella mia esperienza ho sempre visto i gruppi parrocchiali come gruppi molto chiusi, composti da persone che si conoscono da una vita e che spesso faticano ad accogliere nuovi individui. Questa volta le cose sono andate meglio di quanto potessi aspettarmi: siamo riusciti a fare gruppo e probabilmente a tirare fuori il meglio che ogni team aveva da dare.

Come succede ai campi estivi, durante i quali l’affiatamento tra educatori è un indicatore molto importante di come andranno le cose, questa festa non ha fatto eccezione. Sia durante le attività che durante i giochi i ragazzi si mescolavano volentieri tra le diverse parrocchie e anche i più piccoli si rivolgevano al primo animatore disponibile, senza cercare necessariamente un viso conosciuto.

Il tema dell’anno è «Prendiamoci gusto». Tutte le attività e i giochi della giornata vertevano un qualche modo sul mondo della cucina. Per quanto le feste fossero diverse, sparse in varie parrocchie della diocesi, c’è stato un momento di condivisione: verso la fine della festa una videochiamata proiettata sul maxi schermo ci ha riuniti in un’unica festa e ogni gruppo ha inquadrato una fetta di pizza del raggio di un metro. La magia della tecnologia ha riunito le fette in un’unica pizza, comunicando l’idea di condivisione e di comunione.

Non posso non ringraziare Sandra e Manuela che la domenica mattina sono arrivate presto in patronato, per preparare e accogliere con la colazione un’ottantina di bambini affamati, grazie di cuore.

È stata un’esperienza decisamente positiva e appagante, sia per gli educatori che per i ragazzi. Collaborare con altre parrocchie? Mi sa che si può fare.

Silvio Benvegnù







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