ALL’INCONTRO INTERNAZIONALE DELLE CORALI IN VATICANO


« Dal tepore al torpore? E chi verra’ dopo? »

pubblicato il 30 novembre, 2018

Nel coro parrocchiale di San Giuseppe e nel coro diocesano il desiderio di partecipare era coltivato fin dalla prima edizione nel 2014. L’occasione si è presentata quest’anno e l’emozione è stata grande. Al terzo Incontro Internazionale delle Corali In Vaticano erano presenti oltre 8.000 partecipanti: componenti di corali diocesane e parrocchiali, musicisti, organisti, direttori di coro e compositori. Venerdì 23 si sono riuniti in Aula Paolo VI ascoltando relazioni e testimonianze, il giorno dopo al mattino erano all’udienza del Santo Padre e nel pomeriggio hanno dato vita ad un grande concerto, che ha visto tutti protagonisti sotto la guida di don Marco Frisina e del Coro della Diocesi di Roma. Infine domenica 25 hanno partecipato alla messa nella Basilica di San Pietro, presieduta da mons. Rino Fisichella ed animata da tutti i cantori.

Nel discorso dell’udienza il Santo Padre ha esordito dicendo che abbiamo risvegliato il Vaticano, che è stato bello ascoltare le melodie e percepire la gioia e la serietà con cui cerchiamo di dar voce insieme alla bellezza della nostra preghiera. Musica e canto possono essere di supporto alla meditazione, favorendo concentrazione, fornendo parole per esprimere la nostra preghiera e diventano strumenti riconosciuti delle tante strade dell’evangelizzazione. Anche il recente Sinodo dei Vescovi, dedicato ai giovani, ha trattato il tema della musica, definendola «ambiente, cultura e linguaggio», capace di suscitare emozioni e di plasmare identità. Canto e musica diventno una risorsa pastorale, quando consentono alla parola di Dio di toccare il cuore delle persone e nella celebrazione dei sacramenti riescono a far percepire la bellezza del paradiso. Non è mancato l’apprezzamento alle diverse tradizioni della cultura popolare, che in varie forme sono capaci di evolvere in vera preghiera creativa, come una medicina che dà forza alla fede.

La presenza di cantori dalle diverse nazioni ha permesso di cogliere l’universalità della Chiesa nelle diverse tradizioni: pur parlando diverse lingue, nella celebrazione dell’Eucaristia hanno reso evidente che «siamo un solo Corpo e cantiamo con una sola voce la nostra unica fede… Tutti possono così comprendere la musica con cui cantiamo, la fede che professiamo e la speranza che ci attende». Infine il Papa ha invitato a non cadere nella tentazione del protagonismo, che offuscherebbe l’impegno, umiliando la partecipazione attiva della comunità alla preghiera. Bisogna puntare ad essere animatori del canto di tutta l’assemblea, senza sostituirsi ad essa, cercando di pregare in modo ecclesiale e comunitario. Papa Francesco ci ha invitato a «cantare bene» ma in modo da coinvolgere la comunità in preghiera, a non fermarci mai in questo impegno così importante per la vita delle nostre comunità. Ha augurato che «la musica diventi strumento di unità per rendere efficace il Vangelo nel mondo di oggi attraverso la bellezza, che ancora affascina e rende possibile credere affidandosi all’amore del Padre».

Proprio rispondendo a questo invito, ci rivolgiamo a quanti desiderano condividere con noi la gioia del canto nei nostri cori: Venite, camminiamo insieme!

 

Maurizio Zanatta







Archivio