LEVITA’ E DRAMMA


« «insieme verso te» Riepilogo »

pubblicato il 28 dicembre, 2018

I giorni dopo il Natale si susseguono lungo un un doppio binario. Per un verso portano a rallentare: chi può sta a casa dal lavoro fino a Capodanno e chi ci deve andare lo fa con un ritmo meno frenetico. L’esigenza del riposo è prevalente (vale anche per i preti) e si cerca di rimandare a dopo le feste ogni incombenza o questione complicata. Per altro verso l’ottava di Natale ci mette ogni giorno davanti al dramma della salvezza, che si esprime potentemente sia nelle vicende dei martiri Santo Stefano e Santi Innocenti, sia nelle profondità del mistero dell’incarnazione, sondate da San Giovanni evangelista. Lo splendore del Verbo fatto carne riluce tra le ferite del male che colpisce gli inermi e i piccoli.

Questi due binari non sono poi così contrastanti. Da un lato il tempo della distensione e del riposo consente davvero di staccare un po’. O meglio fa sì che gli affanni della vita non si attacchino troppo a noi e occupino mente e cuore. Dall’altro lato è salutare metterci dinanzi alla realtà delle membra del corpo di Cristo che sono perseguitate, ieri come oggi. Questo confronto ci ridimensiona, eccome. Impariamo a fare silenzio invece di strepitare, a rimangiarci qualche lagnanza di troppo e a non atteggiarci a vittime, dato che quelle vere non lo fanno proprio!

Levità per non prendersi troppo sul serio e senso del mistero per prendere sul serio l’amore di Cristo per la Chiesa. Due binari per andare avanti senza deragliare. Chissà che l’ottava di Natale faccia bene a tutti.

Natalino Bonazza






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