RIEPILOGO


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pubblicato il 28 dicembre, 2018

Dicesi riepilogo un’esposizione riassuntiva intesa a riproporre, prima di concludere, i singoli argomenti di un discorso. In questo periodo dell’anno, prima di concluderlo, ci piace tanto rimuginare su ciò che è passato, piangere sul latte versato, ragionare con i se e con i ma e sperare che tutto ciò, come per magia, svanisca con l’anno nuovo, verso il quale riponiamo grande fiducia e numerose aspettative.

Ma poi ci si ritrova a dire sempre le stesse cose: che anno di cacca è stato il 2018, niente è cambiato rispetto l’anno precedente, meno male che sta per finire, quanta sfortuna ha portato. Speriamo nel 2019, che sia l’anno della svolta, che porti fortuna, che sia più bello di quello passato. Qualcuno ultimamente pare aver aperto gli occhi, essersi disilluso e ha coraggiosamente interrotto la solita solfa dichiarando che tanto il 2018 sarà come il 2019, che “mai una gioia” come sempre, che non cambierà nulla.

E invece cambia eccome! Abbiamo un anno in più, qualcuno può essersene andato e qualcuno può essere arrivato. È un anno in meno alla fine del ciclo scolastico, un anno in meno al pensionamento, all’estinzione del mutuo. È un plico di foto in più, ricordi di week end con gli amici, di viaggi, vacanze o giornate al lavoro. È un guardarsi alle spalle per vedere cosa abbiamo lasciato, cosa abbiamo raggiunto, verso dove vorremmo andare. È un rimorso o è un rimpianto. Ma è anche quella dieta che inizieremo sicuramente lunedì, è quell’iscrizione in palestra che abbiamo sempre rimandato, quel segreto buon proposito che non abbiamo mai concretizzato prima d’ora.

Certo è che possiamo essere spettatori passivi di un anno nuovo e vederci passare davanti e scivolare addosso situazioni, eventi, destino, fato, manna dal cielo, sfiga, gatti neri e malocchio oppure possiamo essere protagonisti attivi di un cambiamento, di un miglioramento, di una svolta, della ruota che gira, di una rivincita, di una vittoria.

Se facciamo il riepilogo del 2018, senza nominare solamente i grandi o gravi fatti di cronaca, ma annotando anche e soprattutto i nostri piccoli o consistenti fallimenti e le nostre piccole o grandi conquiste, e non per piangerci addosso o, al contrario, montarci la testa, ma per avere un bagaglio in più per continuare meglio il nostro “viaggio” nel cammino della vita, saremo pronti ad accogliere il 2019 con le giuste aspettative, quelle rivolte a noi stessi e non a qualcun altro o qualcos’altro.

Monica Alviti






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