CULTURA NON PAGA


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pubblicato il 25 gennaio, 2019

Come ogni anno, verso la fine di gennaio ricorre una data importante, talmente fondamentale da essere istituzionalizzata a livello nazionale e mondiale. Non è segnata in rosso sui calendari ma dovrebbe esserlo nei nostri cuori e nel nostro essere persone civili: è il Giorno della Memoria.

Spero che ogni lettore sappia di cosa sto scrivendo, ma se così non fosse – vergogna! – la ricorrenza riguarda il ricordo di tutte le vittime dell’Olocausto cioè delle persone, in maggioranza ebrei, che sono state uccise durante gli anni del nazismo e della Seconda Guerra Mondiale.

«Per non dimenticare» è lo slogan che ricorre in tutte le iniziative che si svolgono in molte città e soprattutto nelle scuole dove è assolutamente necessario sottolineare l’importanza del ricordo.

Sembra quasi impossibile che si sia dovuto istituire una giornata con tale tema, tanto incredibile e spaventoso è stato il genocidio perpetrato quasi ottant’anni fa: le deportazioni, i vagoni ferroviari stipati di persone, i campi di concentramento, i forni crematori o le camere a gas…

Eppure… eppure c’è gente che dimentica o gente che fa finta di non sapere; oppure persone che pensano che tale misfatto non potrà più succedere al giorno d’oggi. Sicuramente – lo spero- un evento di tale portata non dovrebbe ripetersi ma piccoli (grandi) casi di discriminazione avvengono quotidianamente.

Dite di no? E allora cosa sono secondo voi gli episodi di bullismo nelle classi oppure la caccia all’immigrato o la disparità di trattamento tra uomo e donna in ambito lavorativo? Nient’altro che soprusi belli e buoni fatti verso persone in tutto e per tutto uguali a noi! E non mi addentro nella questione legata alla sfera sessuale per non scatenare levate di scudi e alzate di ponti levatoi.

Purtroppo il razzismo sembra una piaga impossibile da debellare ma ciò non toglie che si debba fare tutto e di più per combattere l’ignoranza di poche persone. Perché di questo si tratta: di «ignorare» chi sia l’altro e quindi di averne paura cercando di eliminarlo.

E allora ben venga la Giornata della Memoria e non solo una ma dieci, cento, mille! Preservare quello che è successo nelle epoche passate è fondamentale per costruire un futuro dove non si possano ripetere gli errori e gli orrori che sono stati commessi.

Non sottovalutiamo e cerchiamo di non svuotare di significato questa ricorrenza bollandola come ricordo sfocato e lontano da noi. Fra pochi anni non ci saranno più persone vive legate a quel periodo e quindi non ci sarà più testimonianza diretta. Il compito di noi che veniamo dopo è quello di non spegnere la luce su ciò che l’uomo, perdendo il lume della ragione e della pietà, può combinare. In questo tempo molto teso, dove basta una parola sbagliata per trovarsi a litigare furiosamente con qualcuno, dove spesso si fa finta di non sentire quando il vicino si arrabbia violentemente con la moglie o qualche ragazzino si «diverte» a prendere in giro pesantemente un compagno con qualche problema fisico, non possiamo assolutamente tirarci indietro, non possiamo «dimenticare»!

Alessandro Seno






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