LEGAMI E CONNESSIONI


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pubblicato il 25 gennaio, 2019

Leggevo sul web una curiosa riflessione sul termine “legami”. Basta spostare l’accento che lo stesso termine significa una cosa e il suo contrario. Lègami, con l’accento sulla e, suona come una richiesta, un comando, il volere imposto di qualcuno su qualcun altro. E una persona legata, è una persona costretta, immobilizzata, non libera. Mentre legàmi, con l’accento sulla a, rimanda all’unione di qualcuno con qualcun altro, entrambi liberi di interagire all’interno di quel legame. Esistono diversi tipi di legami: legami di sangue, che vanno oltre le relazioni tra le persone o che sono di ostacolo alla relazione stessa; legami d’affetto, legami d’amore, legami tra persone, legami tra una persona e un animale, tra una persona e la natura. Esistono legami superficiali e legami profondi con persone che “ci appartengono” ma che non possediamo. Esistono legami che, seppur non di sangue, si fatica a spezzarli. Si desiderano legami impossibili, legami controllati, comandati, supplicati. Ma questi ultimi di fatto non sono legàmi, ma lègami: lacci che obbligano non che uniscono liberamente e consapevolmente.

E poi ci sono le connessioni, che apparentemente sono sinonimo di legami, dentro i quali si sviluppano relazioni ma in realtà non è così. Secondo Z. Bauman (sociologo e filosofo polacco) “I legami sono stati sostituiti dalle “connessioni”. Mentre i legami richiedono impegno e reciprocità, “connettere” e “disconnettere” è un gioco da ragazzi. Su Facebook si possono avere centinaia di amici muovendo un dito. Farsi degli amici offline è più complicato. Ciò che si guadagna in quantità si perde in qualità. Ciò che si guadagna in facilità (scambiata per libertà) si perde in sicurezza”. Se raggiungiamo certi livelli di consapevolezza, di meditazione, di rilassamento possiamo sentirci connessi con l’universo, sentire quell’energia vitale che ci pervade e pervade il mondo ma poi, quando torniamo con i piedi per terra, quando rientriamo nella quotidianità, ci dimentichiamo di essere un tutt’uno con l’universo e torniamo a rivestire i panni dell’individualismo. L’uomo per sua natura però ha bisogno di connettersi con qualcuno o con qualcosa, di creare legami con altri e l’uomo moderno, grazie alla tecnologia, ha trovato il modo di colmare questo bisogno, con il minimo sforzo. La connessione viaggia sulla fibra, giace su uno schermo. Certo è illimitata e veloce ma drammaticamente astratta. Un legame viaggia sulle vene, giace sul cuore e sulla mente. Certo è limitato e decisamente più lento ma sicuramente più concreto. Una connessione però si può interrompere, mentre un legame, purché sia un legame profondo, non conosce la parola fine.

Monica Alviti






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