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pubblicato il 28 febbraio, 2019

Sfogliando il giornale e leggendo via via i titoli, vien da dire che il mondo gira sempre dalla stessa parte. E qualcuno aggiunge: sbagliata. Non sarei così perentorio circa la direzione, anzi. Occorre piuttosto prendere coscienza che il sistema di informazione è assolutamente omologato: nei contenuti, nelle espressioni impiegate, nelle opinioni dominanti. In buona sostanza i media spesso non fanno altro che confermare quello che già crediamo di sapere: alimentano attese o paure, delusione o convinzioni, simpatia o rabbia.

Il flusso di informazioni, in cui siamo immersi, è così rapido che non dà respiro alla mente. Eccita la curiosità ma alla lunga affoga nella noia. A lungo andare è come avere musica alla radio: non fa cantare ma un po’ intontisce. Insomma, è la solita musica, nulla di nuovo.

C’è davvero una buona notizia? Ce ne accorgiamo? Quando si tratta di qualcosa che sta avvenendo e viene trasmesso in diretta, in inglese lo si chiama «breaking new»: letteralmente una notizia che interrompe la trasmissione, tanto è importante e forte il suo impatto. Ci vuole davvero qualcosa che «spacca», per dirla col gergo dei ragazzi. Spacca tutto ciò che abbiamo «impacchettato»: il cuore ovvero l’io interiore, l’ascolto di Dio, il nostro passato e i rapporti con gli altri… Viene il tempo favorevole della quaresima: lasciamoci raggiungere dalla «breaking new» della misericordia del Padre. Non è un’idea, ma avviene ora: Dio ti ama, Cristo è venuto per te.

Natalino Bonazza






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