LE TRE «ARMI» DELLA PENITENZA


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pubblicato il 08 marzo, 2019

Nella liturgia delle Ceneri abbiano chiesto di «iniziare un cammino di vera conversione per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male» (colletta). Potrà non piacere, è un dato di fatto: lo spirito del male esiste e il campo di battaglia è il nostro cuore, sempre tentato dall’idolatria, dall’egoismo e dalla cupidigia. Cristo ha già vinto per noi e in noi espande la sua vittoria se lo seguiamo con le «armi» della preghiera, dell’elemosina e del digiuno. Ecco alcune proposte per sostenere il cammino personale:

  1.    Partecipare alla messa feriale (si vedano gli orari indicati a piè della prima pagina) per quanto possibile. Ogni giorno ci sarà una breve omelia sulle letture del giorno. Al venerdì la Via Crucis precede la celebrazione della messa, come indicato. Si ricorda inoltre che per la preghiera personale ambedue le chiese sono aperte ogni giorno. In mezzo alla chiesa si trova sempre il lezionario aperto e davanti al tabernacolo si può sostare per la visita al Santissimo Sacramento.
  2.    Il digiuno è un gesto religioso di chi afferma la libertà di vivere per Dio. Si digiuna non solo dalla carne, ma anche da dal fumo, dallo spritz, dai «gosolessi» e da tutto ciò che non è essenziale e di cui possiamo fare a meno.
  3.    L’elemosina è anch’essa un gesto che esige sacrificio rinunciando a qualcosa di proprio in favore di chi è povero. La colletta «Un pane per amor di Dio» è proposta dalla diocesi: non è roba da bambini, ma una sfida al nostro stile di vita intorpidito dall’indifferenza. Impariamo anche a «dare tempo»: al dialogo con il coniuge, al gioco con i nostri bambini, a far compagnia ai nostri vecchi soli in casa, al compagno di scuola senza amici, al vicino senza più parenti.






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