UNO SGUARDO SULLA SETTIMANA


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pubblicato il 05 aprile, 2019

In mezzo a svariate questioni irrisolte, che volteggiano come avvoltoi sopra le nostre teste, tipo le prossime elezioni europee oppure la crescita zero del Paese, per finire con il campo minato del congresso mondiale delle famiglie, questa settimana preferisco affrontare un tema più leggero che parte da una semplice domanda: ma la terra è piatta?

Siete rimasti un po’ cosi, non è vero? Anch’io! In effetti la mia reazione è stata proprio quella dello sbigottimento, quando ho letto la notizia di quei signori che si sono rifiutati di pagare il biglietto ferroviario a Pavia, adducendo come motivazione di appartenere a (cito testualmente) «uno Stato globale che riconosce che la terra è piatta  e non rotonda e di rifiutare quindi le regole dello Stato italiano…».

La notizia è di un paio di settimane fa, ma ne sono venuto a conoscenza leggendo un articolo recente, che mette in relazione la «teoria del complotto» con la notizia citata in apertura.

Che cos’è la Teoria del complotto? Si tratta di una teoria appunto che mette in discussione qualsiasi cosa, dallo sbarco sulla luna fino alla rotondità della terra, in nome di interessi – economici, politici, razziali, geografici, religiosi e chi più ne ha più ne metta – che dovrebbero determinare un tornaconto stellare a qualcuno.

Mi spiego meglio con un esempio, forse il più eclatante: quello dello sbarco lunare avvenuto giusto 50 anni fa. La teoria del complotto sostiene che nessun uomo toccò il suolo lunare e che gli Stati Uniti crearono un gigantesco set cinematografico per inscenare il tutto. A che pro? Gloriarsi di essere stata la prima nazione a «conquistare» la luna ma soprattutto dare uno schiaffo morale alla Russia.

Capito? Io ti faccio credere una cosa perché fa comodo a me e ne traggo un notevole guadagno, non importa se questa cosa è falsa, l’importante è che tu ci creda…

Se la mettiamo sul piano cialtronesco dei signori di Pavia, la notizia fa sorridere ma se trasliamo questa teoria a livello sanitario (vaccini) o ambientale («Il cambiamento climatico? Non esiste, è opera dei petrolieri…») vedete che la faccenda si fa tremendamente seria.

Non si può negare a nessuno di pensare quello che vuole, ma ci devono essere delle verità incontestabili alle quali tutti si devono adeguare. Pensate ad esempio al divieto di fumare nei locali pubblici: è palese che sia stata una legge meritoria ma quanto tempo ci è voluto perché fosse accettata da tutti? Fra svariati decenni si spera che i nostri eredi guarderanno ad una legge che limita  le emissioni gassose o l’introduzione delle auto elettriche come a dei passi irrinunciabili per la sopravvivenza e si chiederanno perché non siano stati adottati prima tali provvedimenti! E noi che cosa dovremmo rispondere? Forse ci giustificheremo con la teoria del complotto sostenuta dai detrattori delle energie alternative o dell’auto ibrida perché «Qualcuno ci guadagna di sicuro». Certo, ci guadagniamo tutti noi in salute e mi raccomando, state attenti a non sporgervi troppo, non si sa mai dove finisca la terra (piatta)…

Alessandro Seno






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