PASSI FIORITI


« Uno sguardo sulla settimana Novita' da gente veneta »

pubblicato il 12 aprile, 2019

Arena di Verona, ultimo concerto di Ennio Morricone che chiude la sua lunghissima carriera. Sera blu, punteggiata di stelle, il palco con gli orchestrali e l’incanto della voce di Dulce Pontes.

Il maestro dirige, l’atmosfera è fatata, peccato per le centinaia di braccia alzate che invadono lo scenario intente a riprendere con i telefonini, vivendo l’esperienza attraverso uno schermo, incuranti del prossimo e di chi desidera essere lì, solamente in ascolto della musica.

Angelus in Piazza San Pietro. Papa Francesco ci sta chiedendo di riflettere, di sostare sulla Parola, per affrontare la complessità del quotidiano con speranza. Ma ecco gli infaticabili della ripresa personale e del selfie, pronti a violare qualsiasi pausa, silenzio, momento di intimità.

In autostrada, incidente grave: c’è chi soccorre e chi riprende.

Tutti alla ricerca dello scoop come reporter di guerra, istantanei nel rubare un avvenimento, in tentativi spasmodici di arrivare primi sul fatto, della fama social, pensando che il numero di pollici in su o di followers sia vera condivisione dei drammi e delle meraviglie della vita.

Un parto, un tramonto, l’avvistamento di un delfino, una cena con gli amici, tutto si brucia come un cerino in una bulimia di immagini buttate in pasto ai voyeur della grande piazza virtuale.

Cosa resterà di miliardi di memorie elettroniche diventate grandi acquari morti? Cosa resterà dei sentimenti sbriciolati in pochi secondi per il bisogno di esibire?

La tecnologia ci ha catapultati nell’era dell’occhio, forse, il più ingannevole di tutti i sensi nella società del controllo e dell’immediato. Certo non torneremo indietro, ma rivendichiamo un tempo  per il silenzio, il pudore di non voler catturare ogni istante, il rispetto per gli accadimenti altrui, la capacità di usare gli strumenti e non di farci usare.

Violette e margherite punteggiano aiuole e ritagli di verde nei nostri quartieri, le magnolie sono esplose con petali rosa e bianchi. Gazze, pettirossi e merli, ci danno il buongiorno. I peschi colorano i giardini. L’aria si è fatta frizzante e profuma della natura che sta nascendo, chiudiamo gli occhi e semplicemente inspiriamo, camminiamo, incontrando veramente il mondo.

 

Monique Pistolato







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