LA RIMPATRIATA CON LA CLASSE DELLE ELEMENTARI


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pubblicato il 24 maggio, 2019

Mi capita spesso di criticare l’utilizzo che in molti facciamo dei social ma questa volta, devo ammettere, è stato davvero utile. L’idea è nata parlando con una cara amica. Perché non tentare anche noi, come hanno già fatto in tanti, una rimpatriata con i vecchi compagni delle elementari? Come rintracciare e “reincarnare” quelli che ad oggi, dopo circa 39 anni, sono diventati evanescenti ricordi di un passato ormai lontano? Meno male che ci sono Facebook e Instagram! La triste scoperta che qualcuno purtroppo non c’è più (non solo sui social), la delusione verso chi ha preferito non rispondere all’appello, il senso di impotenza nel non essere riusciti a rintracciare tutti. L’euforia di creare una chat con quelli che hanno aderito all’iniziativa. Euforia che si è alimentata giorno dopo giorno, buongiorno dopo buongiorno, inserimento di contatto dopo inserimento. È curioso come ci si possa affezionare ad un contatto, alla certezza che anche domani scriverà, tanto che quando non scrive ci si preoccupa; la gioia di vedere partecipare chi inizialmente era restio. E la connessione, non quella che scorre su cavo o fibra, ma quella che scorre nelle vene delle persone in carne ed ossa, si fa sempre più fitta. Piano piano ci si svela, ci si racconta. Avevamo 39 anni di arretrati da condividere ma curiosamente non l’abbiamo fatto. Non abbiamo sentito la necessità di condividere grandi aggiornamenti, come se avessimo dato per scontate certe informazioni, come se le avessimo reputate non così importanti, perché al di là del fatto che siamo invecchiati, lavoriamo, ci siamo sposati e abbiamo dei figli, siamo rimasti i compagni di classe che eravamo; come se il tempo si fosse messo in stand by, come se “chissenefrega se le nostre vite hanno preso altre strade, ora siamo di nuovo qui!”. Se ci fossimo limitati a chattare, la parte negativa dei social avrebbe avuto il sopravvento. Invece la curiosità di rivederci l’ha avuta vinta e dopo mesi di preparativi quei teneri ricordi sono diventati volti concreti, volti adulti. E’ stata una serata piacevolmente sorprendente! Sorprende quanto e come siamo cresciuti, quanto siamo rimasti somiglianti nell’aspetto e nel carattere, quanta strada, quante conquiste ma anche quante sconfitte hanno segnato la nostra vita ma soprattutto quanto l’affetto che può nascere tra dei bambini abbia sconfinato lo spazio e il tempo e si sia rimaterializzato nel presente. La vita nel frattempo faceva e fa il suo corso. Qualcuno sta vivendo un periodo difficile ma per quanto poco, anche se più spesso in chat, cerchiamo, ognuno modo suo, di sostenerci a vicenda, nel tentativo di fa percepire la nostra vicinanza, la nostra presenza. Avremmo potuto avere la brillante idea di rivederci nel 2000, nel 2010 e invece è successo proprio nel 2019, proprio mentre qualcuno sta combattendo la sua battaglia ma anche proprio mentre ha ritrovato i suoi compagni. Che sia una fatalità? Mi trovo sempre più a pensare che nulla succede per caso. Staremo a vedere…Altro che contatti virtuali. Questo è davvero SOCIAL!

Monica Alviti






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