I GIORNI DEGLI ESAMI DI MATURITA’


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pubblicato il 29 giugno, 2019

In questi giorni una delle mie figlie, come figli di amici o colleghi, ha iniziato gli esami di maturità e questo mi ha atto riflettere su due aspetti: come ero io al loro tempo e come sono loro in questo tempo.

Ho un ricordo ancora nitido di quando, ancora alle medie pensavo: «Ah la maturità! Chissà se mai io ci arriverò, se sarò sempre promossa… e comunque è una meta così lontana…». E sono già trent’anni che è passato. Ciò nonostante, talvolta mi capita di sognare di dover ancora affrontare gli esami di maturità. Poi al risveglio è una gioia sapere che oramai sono anni che quella «grande» prova è da tempo già affrontata!

Ho vissuto male quel periodo. Ricordo un sacco di «ingiustizie» (o tali sono sempre apparse ai miei occhi). Essere giudicati da qualcuno che non ti conosce e che deve darti un voto, un numero che attesti quanto sei preparato nelle materie studiate, mi ha sempre dato tanta ansia per paura di non sapere tutto. E magari hai anche una brutta giornata.

Poi guardo Anna, il mio tesoro, e penso  o almeno cerco di immaginare che, cosa stia provando e cerco di ricordare quanto io fossi insopportabile! Non so come faccia (così sua sorella che è già passata due anni fa!): ha una quantità di informazioni in testa talmente grande (geografia esclusa! Pare oggi non si insegni più!) che ritengo essere ben superiore a quella che avevamo noi alla sua età, seppur con percorsi scolastici differenti.

La vedo sempre concentrata e desiderosa di approfondire soprattutto le materie che più la affascinano e sempre sotto a studiare, ma anche con il desiderio poi di andare in vacanza con le sue amiche per sorridere di questi cinque anni, a ripensare ad aneddoti, figuracce e dilemmi condivisi, con la speranza di un futuro tutto nuovo da costruire con le proprie mani. E magari l’ultimo giorno, uscendo di scuola, lanciando libri zaino e chissà cos’altro!

Insomma, ragazzi: voi siete meravigliosi doni di Dio. Qualunque sarà il risultato alla fine di queste prove, giusto o ingiusto, il voto finale che vi assegneranno: voi sarete sempre il nostro futuro. Voi siete il desiderio uscito dal nostro cuore, perché ogni genitore ama il proprio figlio e per voi vuole il meglio e soffre con voi quando soffrite ma gioisce quando siete felici. Gli esami servono solo perché la nostra società ha bisogno di certificare ogni tappa della vita: una scala si percorre un gradino alla volta e l’obiettivo è sempre la cima. C’è  chi arriva prima, chi arriva con il proprio passo, il proprio tempo. Tutti arriviamo. Ciò che conta è che mirare alla meta ed arrivarci.

La vita vi offrirà sempre altre nuove tappe da raggiungere, forse anche più difficili, e per le quali forse sarà  anche opportuno chiedere aiuto a chi ha già fatto lo stesso percorso. In bocca al lupo, ragazzi!

Katia Scaggiante







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