UNO SGUARDO SULLA SETTIMANA


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pubblicato il 29 giugno, 2019

Funziona in tutti i luoghi del mondo, solitamente in posti di mare – almeno non l’ho mai riscontrato in montagna – e qui in Italia trova la sua massima espressione!

A cosa mi sto riferendo?

Ovviamente al commercio dei venditori ambulanti lungo gli arenili, da Grado fino a Santa Maria di Leuca, dalle Cinque Terre arrivando a San Vito lo Capo.

Precisi e puntuali come le zanzare planano sulle spiagge frotte di persone, spesso di origine extra-comunitaria, che commerciano di tutto: sandali con plantare anatomico o gustose fette di cocco, asciugamani giganti o aquiloni, piccoli oggetti in ebano o collane di perle bianchissime, occhiali, cover per cellulari o addirittura piccoli ventilatori portatili.

Un bazar sulla battigia, mancano solo i kilim…

Mi è capitato di assistere ad una trattativa fra una famiglia italiana e un venditore ambulante: l’oggetto – anzi gli oggetti – della compravendita erano alcuni orologi, imitazioni di marche famose; captavo nomi tipo Rolex o Cartier e un’accesa discussione su prezzi e pezzi da acquistare.

Ora, aldilà della discutibile moda di avere cronografi grandi come una sveglia e luccicanti come un lampadario di cristallo, quello che più mi lascia interdetto è l’assoluta tranquillità con cui i compratori hanno pagato il venditore e, naturalmente, tirato sul prezzo.

Non so se poi questi oggetti saranno spacciati come veri (cosa che ritengo più che probabile), sta di fatto che alla luce del sole -per l’appunto- si sia perpetrata una doppia truffa, ai danni dello stato innanzitutto e poi quella, accettata, ai compratori.

Abbiamo un bel dire che in Italia ci sono troppi profughi, che il nostro stato è permissivo e che servono leggi più restrittive nei confronti dei richiedenti asilo; poi bellamente acquistiamo prodotti taroccati da gente che resta sotto la canicola per 8/10 ore e se non rientra con un certo incasso rischia anche di essere picchiata, persone scappate da situazioni di fame e carestia e che si trovano a contrattare con vacanzieri pieni di tutti i beni, con sdraio in prima fila e spritz sotto l’ombrellone.

Magari le stesse persone che poi si lamentano a cena nell’albergo di essere stati importunati tutta la giornata da “ogni genere di venditore”.

C’è qualcosa che mi sfugge, non capisco…Purtroppo molti di noi, quest’estate cadranno in questo ingranaggio autoalimentante, sarà la nonna che comprerà l’ennesima pistola a spruzzo per il nipote o il giovane che si farà stuzzicare dalla mini-radiolina che costa solo 5 euro e che magari è sintonizzata sul pezzo di Battiato: “Sul ponte sventola bandiera bianca…”

Alessandro Seno






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