CHE COSA CHIEDETE ALLA CHIESA DI DIO?


« Una sosta di preghiera E’ vivo in cristo »

pubblicato il 27 settembre, 2019

Non nascondo che in questi giorni mi preoccupa un po’ constatare la confusione, che agita non pochi adulti nelle nostre comunità. Mi riferisco all’avvio del catechismo e alle classiche questioni: chi sarà il/la catechista? quando si fa catechismo? quando ci saranno i sacramenti? E’ un po’ la storia di ogni anno, dirà qualcuno. No, la situazione peggiora. Tra i mille impegni manca sempre il tempo per l’incontro, le esigenze singole sono un sacro assoluto e ben pochi sono disposti a cedere qualcosa… ma  non abbiamo ancora toccato il fondo, dato che non basta trovare la quadra degli aspetti organizzativi e tutto poi fila liscio.

Il punto di crisi è dentro di noi adulti. Noi che «portiamo» o «mandiamo» i bambini e i ragazzi al catechismo, ma giriamo i tacchi appena entrati nel cortile del patronato o all’ingresso della chiesa. Noi che ci impuntiamo su un particolare della messa di prima comunione o della cresima e dopo la foto ricordo e i sorrisi di circostanza usciamo dal gruppo WhatsApp. Noi che con ostentata rassegnazione comunichiamo: «Ora deve fare questo sport che gli piace tanto e non può venire» e poi ogni domenica corriamo dietro alla squadra, manco l’avessimo sposata.

Troppe scuse, che sviano dal vero e inevitabile confronto con il Risorto, il quale ti chiede: «Simone, figlio di Giovanni [mettici pure il tuo nome e cognome], mi ami?».

Natalino Bonazza






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