UNO SGUARDO SULLA SETTIMANA


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pubblicato il 25 ottobre, 2019

“Se potessi avere mille lire al mese…” chi non ricorda l’inizio di questa immortale canzone? I lettori sotto i 30 anni forse non la conoscono ma per gli altri credo faccia parte del patrimonio collettivo di frasi celebri da sfoderare quando magari si parla di economia tra amici.

Ed è proprio questo l’argomento della settimana, il famoso (o famigerato) tetto all’uso del contante. Una delle svariate azioni del nuovo governo per recuperare il denaro necessario alla manovra finanziaria è l’abbassamento dell’uso di moneta cartacea per effettuare pagamenti.

In questo momento in Italia si possono usare contanti fino a 3.000 euro, nel giro di un paio d’anni cioè entro il 2022 questo livello dovrebbe essere abbassato a 1.000; sopra quella cifra tutte le transazioni dovranno avvenire in maniera elettronica ovvero tramite carte di credito, bancomat o bonifici bancari.

Nel nostro paese l’86% delle operazioni economiche avviene tramite contanti, il 13% attraverso carte e POS e solo l’1% con bonifici o assegni.

Quali sono i pro del pagamento “virtuale”? Al primo posto c’è l’abbattimento dei furti, niente contanti-niente ladri e quindi più sicurezza; poi -ed è quello che interessa allo stato- la “tracciabilità” delle operazioni ovvero avere un riscontro fisico o informatico di ciò che si è acquistato o venduto.

I contro? Sono svariati…Principalmente il costo delle transazioni,, una carta di credito o un bancomat hanno spesso sia un canone annuo che un prezzo a singola operazione, poi l’uso non proprio semplice per persone anziane, disabituate a codici e numeri di sicurezza, infine (ma solo per mancanza di spazio) l’incertezza del funzionamento: mi è capitato spesso di trovare esercizi bloccati nei pagamenti elettronici in quanto la famigerata “macchinetta” non funzionava o mancava la connessione internet.

Aldilà di questi problemi, la perplessità di molti (e anche la mia) è: ma questa misura servirà realmente a recuperare denaro e soprattutto a contrastare in maniera decisiva l’evasione fiscale?

Pagare le banane dal fruttivendolo o il caffè al bar in centro con la carta di credito farà recuperare milioni allo stato? O forse sarebbe più importante andare a scovare i conti nascosti in paradisi fiscali da imprenditori senza scrupoli o fondi finanziari disonesti? Potreste giustamente obiettare che sia che si frodi 1 o 1000 sempre di frode si tratta ed è giusto combatterla con tutti gli strumenti ma lasciamo che in tasca ci sia ancora la cara, vecchia banconota!

Alessandro Seno






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