UNO SGUARDO SULLA SETTIMANA


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pubblicato il 01 novembre, 2019

In questi giorni che precedono la festa di Tutti i Santi vi sarete sicuramente imbattuti in zucche, vetrine di negozi addobbate con ragnatele e scheletri o altre amenità varie, patrimonio di una festa che non appartiene alla nostra cultura e che risulta essere un ottimo affare per commercianti di dolci e costumi carnevaleschi!

Nel dilagare triste e omologato di tale “ricorrenza” fa piacere invece che una tradizione locale venga rimessa in auge dopo decenni di assoluto oblio: mi riferisco alla riapertura del ponte votivo che collegherà il cimitero di san Michele con Fondamenta Nove.

Il 31 di ottobre sarà il primo giorno, dopo 69 anni, nel quale si potrà “camminare sull’acqua” andando a trovare i propri cari che ci hanno preceduto sulla strada aperta da Cristo; questo nuovo collegamento è stato possibile grazie ad una collaborazione di Vela, Vigili del Fuoco e Insula e sono stati utilizzati elementi modulari già sperimentati con gli altri due ponti votivi, quello della Salute e del Redentore, eventi sempre legati alla devozione popolare.

La struttura resterà aperta fino a domenica 10 novembre e per i primi giorni, cioè fino a domenica 3, potrà essere usata solamente dai residenti del Comune o dai possessori della tessera Venezia Unica, questo per evitare che turisti e semplici curiosi non trasformino una sentita ricorrenza in una attrazione da fotografare!

Bisognerà esibire un documento su entrambi i lati del ponte e quest’ultimo verrà sorvegliato 24 ore al giorno per impedire bravate o danneggiamenti; la lunghezza supera i 400 metri mentre la larghezza è di circa 15.

Qualcuno ha malignamente fatto notare che il ripristino di questa usanza avviene qualche mese prima delle elezioni comunali dove si deciderà il sindaco per il prossimo quinquennio, quindi una sorta di “propaganda elettorale” mascherata da evento per tutti i residenti; aldilà del legittimo sospetto resta però il fatto che si è recuperata una piccola tradizione e la si è fatta conoscere a molte persone che non ne avevano mai sentito parlare… e io sono uno di queste ad esempio!

Saper guardare al passato per capire il presente e costruire il futuro è un gran bella frase, abusata ma che riafferma una sacrosanta verità: senza le nostre radici, senza la capacità di capire cosa è giusto tenere e cosa lasciare, senza la volontà di usare le cose belle già fatte per edificarne altre di migliori, non potremo mai neanche pensare di passare alcunchè alle generazioni successive!







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