IL SILENZIO DEL NATALE


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pubblicato il 20 dicembre, 2019

Come succede a tutti, anch’io mi trovo piuttosto indaffarato nei giorni che precedono il Natale. Lo so che dopo tanta fretta verrà la calma e finito tutto questo agitarsi verrà la quiete. Tuttavia non basta attendere che passi il tempo. Ora bisogna custodire il silenzio, come la fiamma accesa in una lampada, per poter vivere l’incontro con il Signore nella comunità cristiana. Colui che viene nel mondo, nascendo a Betlemme, non ha certo finito di entrare nella nostra vita, anzi sta ancora bussando alla porta del cuore. Gli apriremo la porta e lo accoglieremo, se non saremo assordati e intorpiditi.

Il silenzio del Natale ha molto da insegnarci. Come la leggera brezza sull’Oreb, ci insegna ad avvertire la presenza di Dio. Ci fa stare in ascolto ai piedi del Maestro, coma Maria la sorella di Marta. Ci consente di contemplare l’umiltà di Dio nell’incarnazione del Figlio. Ci spoglia delle nostre presunzioni, delle nostre difese, delle nostre rigidità e di ogni rancore. Ci fa sentire il gemito sommesso di chi soffre per la solitudine, l’abbandono, l’esser messo da parte. Ci fa rientrare in noi stessi e ci interroga, perché troppe volte siamo un po’ «fuori»: quando misuriamo la nostra persona sull’aspetto esteriore, sul successo, sulle nostre forze.

Grazie a Dio i nostri piccoli sanno ancora regalarci lo stupore, l’ammirazione e il sorriso. Non per questo il silenzio del Natale è «roba da bambini», da prendere alla leggera. Anzi, ricordiamo il monito del Signore: «A chi è come loro appartiene il regno dei cieli» (Mt 19,14). Non facciamoci rubare il silenzio del Natale!

Natalino Bonazza






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