LA PARANOIA DI ERODE


« Adorazione eucaristica La pace come cammino di speranza »

pubblicato il 24 dicembre, 2019

C’è una classifica annuale, che ogni viene compilata e pubblicata, riguardante l’indice di libertà di stampa delle nazioni nell’anno precedente. E’ il frutto di un monitoraggio compiuto da Reporter senza frontiere, un’organizzazione non governativa riconosciuta anche dall’ONU. Nella classifica generale l’Italia del 2018 è collocata al quarantatreesimo posto su centottanta nazioni.

Comprensibilmente l’accento dell’ultimo rapporto cade sulla condizione dei giornalisti, contro i quali piovono giudizi negativi e in diversi casi reazioni ben più pericolose, perché vengono additati come nemici e quindi criminalizzati. Auspico che in futuro l’accento cada anche su altri fenomeni di portata ben più ampia. Un sistema di informazione che procede per schemi consolidati e spesso «crea» la notizia, per suscitare lo sdegno generale, non lascia certo liberi i giornalisti di verificare i fatti, di narrarli nella loro complessità, di uscire dalla fiera dei luoghi comuni. La Chiesa, insieme a tutti soggetti deboli, ne fa spesso le spese e subisce pregiudizi indotti proprio da un mediocre – oltre che stolido – esercizio della professione giornalistica (quella che parte dallo smanettare su facebook e arriva ad informarsi per telefono)..

Oggi Erode si annida anche nella propaganda mainstream che considera la famiglia – ce n’è una sola, quella costituzionale dell’art. 29! – una istituzione da destrutturare, perché in origine problematica. Generalizzare diventa il modo più comodo per giustificarne la pratica eliminazione. Certo, non viene versato sangue innocente, ma con più raffinatezza si tenta di togliere di mezzo i genitori e si intende rieducare i figli, anzi «le nuove generazioni».

Natalino Bonazza






Archivio