Siparieto Venessian in trasferta (senza Vittorio!)


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pubblicato il 07 febbraio, 2020

Domenica 26 gennaio,  tre mesi esatti da quando Vittorio è salito al Padre, abbiamo partecipato ad una rassegna teatrale a  Marcon, mettendo in scena «I recini da festa». Giornata faticosa, ma ne è valsa la pena, perché a detta di tutti ci siamo superati. Il pubblico non ha risparmiato risate e a fine commedia ha applaudito calorosamente. Ci spiace che la compagnia ospitante e organizzatrice alle prime armi non ci abbia offerto nemmeno un caffè, ma il calore ed i complimenti di un pubblico notoriamente molto attento ci ha comunque ripagati abbondantemente.

Un po’ di commozione era inevitabile alla fine, quando Turi ha letto un breve ricordo di Vittorio. In quel momento abbiamo compreso una volta di più che il successo di questa commedia lo dobbiamo a quanto lui ha insegnato in tutti questi anni. È stata inoltre una gradita sorpresa aver avuto fra il pubblico proprio le figlie di Vittorio.

Ora siamo un po’ più fiduciosi di poter proseguire e stiamo già lavorando per poter mettere in scena prima possibile la nuova commedia. Senza la nostra guida stiamo inevitabilmente faticando di più e non siamo ancora sicuri della data della prima: ma ce la faremo! Confidiamo anche nell’arrivo di nuovi attori, anche inesperti, ma volenterosi di provare a cimentarsi in questa nobile arte.

Grazie a Vittorio per tutto ciò che ci ha trasmesso e siamo sicuri che quel giorno a Marcon era con noi  sul palco a sostenerci con la sua preghiera.

Paolo Rabini

VITTORIO

Co’ ti geri co ea Gabriella,
disevimo “ma che coppia bella”
tanti ani come sposi
e parevi do morosi

Par mi e Roberta, in realtà,
si stai un esempio de fedeltà:
anca noialtri se amemo da ani,
grassie all’esempio de quei più ansiani.

Ma par mi ti geri un Papà,
sora un palco ti me ga insegnà
a recitar in Venessian co’ vose sicura
e a movarme ben sensa paura;

so sta un fio, un storpio e un sposo,
un magistrato, un nevodo e un moroso,
provando  co’ fadiga ma anca  co’ alegria
ogni volta gera applausi par tuta ea compagnia.

Paolo Rabini







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