L’ORCHESTRINA DEL TITANIC


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pubblicato il 14 febbraio, 2020

Nell’aprile del 1912 il naufragio del più grande transatlantico dell’epoca suscitò un’impressione enorme sull’opinione pubblica. Il Titanic era al suo viaggio inaugurale nell’oceano Atlantico. Dopo la collisione con un iceberg, nel giro di poche ore, lo scafo si inabissò fino a spezzarsi in due e circa millecinquecento persone persero la vita, mentre meno della metà riuscirono a salvarsi.
Nel seguire la ricostruzione della tragica vicenda mi hanno colpito due elementi: 1) siccome c’era voglia di stabilire un record nella traversata, il Titanic filava sul mare calmo con i motori al massimo; 2) benché altre navi in zona segnalassero la presenza di iceberg, le comunicazioni non arrivarono al ponte di comando. In sostanza un atteggiamento di leggerezza e di eccessiva sicurezza si era impadronito di tutto l’equipaggio e nessuna misura di controllo adeguata fu presa.
In seguito all’ultimo rapporto dell’ISTAT, che evidenzia un processo di denatalità sempre più marcato, ci sarà una presa di coscienza seria e diffusa? Ci rendiamo conto che si tratta della prima emergenza del Paese? Lo spopolamento è già iniziato in zone marginali delle aree abitate, il sistema di welfare e di sanità su cui viaggiamo andrà a sbattere contro l’insostenibilità e l’impoverimento economico generale renderà impossibile mantenerlo ai livelli attuali. Certo, come sul Titanic, per quelli della prima e seconda classe ci saranno delle scialuppe di salvataggio. E degli altri che sarà? Intanto l’orchestrina dell’Ariston e i suoi giullari ci hanno dato qualche ora di allegria, come se tutto andasse bene…

Natalino Bonazza






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