SE TANTO MI DA’ TANTO…


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pubblicato il 20 febbraio, 2020

Ci sono dei modi di dire che riflettono una mentalità generalmente diffusa, anzi potremmo dire quasi una morale. Uno di questi è proprio scritto nel titolo, puntini di sospensione compresi. E’ l’esclamazione che esce di bocca con amareggiato disincanto, quando non vieni ricambiato. Ad esempio, ti sei dato molto da fare per un’attività e alla fine non ti arriva nemmeno un grazie. Oppure ti capita di chiedere un favore a qualcuno, che in precedenza avevi aiutato, e resti deluso dal suo rifiuto. Quei puntini di sospensione poi assomigliano ad un foglio appallottolato e gettato nel cestino o ad una porta che si chiude: insomma basta, non lo rifaccio più.

Cerca pure in tutta la Sacra Scrittura e non troverai mai una frase del genere! Nemmeno un’allusione o un lontano richiamo. La stessa creazione è un libro nel quale puoi leggere la bontà di Dio, che ogni mattina ti stupisce. Gesù in persona è la narrazione vivente di quell’Amore sempre più grande e inesauribile, che si chiama misericordia. Guardando il Crocifisso, puoi ricordare dove arriva il «tanto» dell’amore di Dio Padre: ha dato il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna (cfr Gv 3,16)! Da lui possiamo attingere continuamente il senso della gratuità e imparare che il bene vale per se stesso e non per quello che ci conviene. Guarda ai santi, coloro che dall’infinitamente «tanto» di Dio hanno davvero ricevuto senza poi lasciare nulla in sospeso, anzi: a loro volta si son fatti «tutto per tutti» (1 Cor 9,23).

Viene la quaresima: è il momento buono per liberare le nostre relazioni dalla logica del  calcolo e dall’interesse ed aprirle alla riconciliazione e alla fiducia.

Natalino Bonazza






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