UNA VIRTU’ SOCIALE


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pubblicato il 08 maggio, 2020

In tempo di Covid 19 stiamo cambiando. Ritmi della giornata, comportamenti, attenzioni, restrizioni e aperture ci stanno modificando tanto all’esterno, quanto all’interno. E’ davvero un tempo di prova e – prendiamone coscienza – un  tempo di crisi. Qui non mi riferisco ai temi, che pure sono oggetto di grandi discorsi (la finanza, l’economia, il lavoro, la politica) ma all’ambito delle relazioni interpersonali (gli affetti, la famiglia, l’amicizia sociale). Ritengo infatti che di questo sia urgente, anzi imprescindibile, aver cura pastorale: coltivare l’uomo, promuovere la famiglia primario soggetto sociale, sostenere tutto ciò che sostiene il bene comune.

Propongo un punto preciso: la pazienza. Si tratta quindi di sopportare e basta?  Ma se non ce la faccio più a «tener botta» e ad aspettare… C’è molto di più. Occorre allargare il cuore, perché si apra la mente. La pazienza nasce dalla fede e quindi si impara da come Dio tratta ed educa il suo popolo. Tutta la Scrittura narra quanto è grande il suo cuore di Padre, quanto il Figlio sa prendere su di sé la nostra fragilità e portare il peccato del mondo, come lo Spirito infonde nei credenti un amore, che allarga il cuore e apre la mente.

In tempo di Covid 19 la pazienza è un’autentica virtù sociale, che genera la capacità di guardare e sentire in grande. Allora riceve senso sia il patire, sia il compatire. La pazienza segna la maturità delle relazioni, nutre la fedeltà al bene comune. E’ un buon antivirale per spegnere l’io-tutto-subito.

Natalino Bonazza






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