UNO SGUARDO SULLA SETTIMANA


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pubblicato il 08 maggio, 2020

5 luglio 1982. Che cosa è successo quel giorno? Sono sicuro che pochissimi potranno rispondere immediatamente a questa domanda. Altri intuiranno qualcosa dall’anno. La stragrande maggioranza di voi lettori – soprattutto se nati dopo questa ricorrenza – cadrà dalle nuvole.

Da parte mia posso scrivere che rammento benissimo l’11 luglio: pochi giorni dopo, una domenica, quella nella quale vissi una gioia pazzesca dovuta… alla vittoria della Nazionale di calcio ai mondiali di Spagna!

Ma prima che cos’era successo di tanto eclatante? Per il giornalista Piero Tellini è stato in quel lunedì caldissimo che si è giocata la miglior partita di quell’edizione della coppa del mondo.  Secondo parecchi cronisti sportivi non solo italiani, forse LA partita, quella da spedire in orbita per perpetrare il suo ricordo nei secoli.

Italia-Brasile: 3 a 2!

Non è proprio uno sguardo sulla settimana corrente. Complice il maggior tempo a disposizione in questo periodo, ho recuperato un magnifico libro uscito l’anno scorso e che porta come titolo “La partita. Il romanzo di Italia-Brasile”.

Ora stiamo vivendo un evento drammatico di portata incalcolabile e che comparirà sui libri di scuola nei prossimi decenni, ma non scordiamoci che abbiamo assistito anche a momenti incredibili e bellissimi. Mi riferisco soprattutto alle persone nate dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, su su, fino a metà degli anni ’90: dal Boom economico, passando per lo sbarco sulla luna, per finire con Giovanni Paolo II. Io nel 1982 ero un ragazzo e nonostante siano passati quasi quarant’anni anni ricordo ancora nitidamente dov’ero in quei giorni, nei quali ci siamo riappropriati del nostro Paese, orgogliosi di essere italiani. Il calcio non è il mio sport preferito, ma credo che nessuno si tiri indietro quando c’è da vedere l’Italia ai Mondiali. Ne sono la prova gli ascolti “bulgari” che si registrano ad ogni sfida. Ero troppo piccolo per ricordarmi Italia-Germania 4 a 3 in Messico nel 1970, l’altro scontro che si contende la palma come miglior match calcistico nostrano. Ma in quel 5 luglio io mi trovavo… in canonica, proprio a san Giuseppe, dove assieme a don Renzo e ad altri ragazzi guardammo l’incontro in un normale televisore in bianco e nero, senza aria condizionata. Ma il caldo non ci sfiorò nemmeno, troppo felici per accorgerci di esso!

Il libro parte da molto lontano, intrecciando le storie non solo dei giocatori ma anche dell’arbitro e di tutta una serie di personaggi che ruotano attorno all’evento. 607 pagine che si snodano come un giallo e si leggono d’un fiato nonostante si conosca il finale.

Un bel modo per ricordarci tempi stupendi e affrontare il presente con maggiore ottimismo!

Alessandro Seno






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