AFFRONTARE LA MORTE IN FAMIGLIA – Insieme ai nostri figli


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pubblicato il 29 maggio, 2020

E poi eccolo lì… Ricevi il messaggio, che non avresti mai voluto leggere. Lo immaginavi, ma non ti trova preparato. E devi fare i conti con la morte. Una morte che riguarda e coinvolge tutta la famiglia, perché la persona che è venuta a mancare era cara a tutti, anche ai nostri figli.

Una morte, che non è quella dei videogiochi dove è finta e banalizzata, né quella della televisione dove sempre più spesso è morbosamente spettacolarizzata.

Una morte che ti tocca da vicino. La mancanza si farà sentire, la sofferenza è vera e tangibile e ti costringe a fermarti, a riflettere e a cercare di capire ed accettare un fatto reale. Un fatto certo e inevitabile, che non possiamo esorcizzare, né fare finta che non esista, ma che proprio perché esiste dà senso alla nostra vita!

La nostra famiglia qualche mese fa si è trovata in questa situazione e da genitori ci siamo chiesti come affrontarla con i nostri figli. Ci dava pensiero soprattutto il più piccolo di nove anni. Già era difficile per noi, figuriamoci per lui. Ed invece…

Ho fatto, da mamma, questa esperienza: è stato più difficile per me comunicarlo a lui che per lui accettarlo. Lui ha accolto questa notizia come lo può fare un bambino della sua età, con la sua semplicità, che non vuol dire banalità o superficialità. Stupore nello stupore poi, scopriamo che una risposta lui l’ha già trovata. Il giorno successivo a pranzo, dopo aver pregato per questa persona, lui ci guarda e ci dice: «Ma io potrei fare il chierichetto al funerale della maestra?».

E’ stato molto bello per noi scoprire che aveva pensato ad un modo per salutare la sua maestra. Voleva essere presente al momento del funerale e noi abbiamo accolto e incoraggiato questo suo desiderio. Qual è il posto migliore per noi cristiani di accogliere e vivere la morte con lo spirito giusto, se non la Chiesa radunata dall’eucaristia? E’ lì che troviamo la risposta, su quella croce. O per meglio dire su quell’Uomo crocifisso, che la morte l’ha vissuta fino in fondo per noi e l’ha vinta nella risurrezione.

Nostro figlio, con l’immediatezza di un bambino di nove anni, ci ha insegnato molto. Ci ha insegnato a dare fiducia alle competenze dei «piccoli», che senza sovrastrutture di pensiero e filtri di cui noi forse troppo spesso abusiamo, ce la fanno. Hanno la capacità di capire e di accogliere situazioni come questa. Magari con un po’ di sofferenza, ma ce la fanno: ne sono capaci e, se li ascoltiamo veramente, ci riportano all’essenziale del messaggio di Cristo, morto e risorto.

Claudia e Leonardo Livieri







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