DA DOVE RIPARTIRE?


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pubblicato il 29 maggio, 2020

Ogni sera nella diretta facebook mi sono messo a commentare brevemente la pagina degli Atti degli Apostoli nella liturgia della parola del giorno. Mi ha colpito il fatto che il punto di partenza e quello di arrivo combaciano. Atti 2: al lunedì dell’Angelo il primo discorso di Pietro alla folla e domenica prossima il big bang dell’effusione dello Spirito Santo sugli Apostoli. Quasi ad indicare che è sempre Pentecoste, l’oggi della Chiesa.

Lungo i tempi e per tutte le strade dell’uomo, grazie a sventure che squarciano orizzonti inattesi e ad incontri che diventano nuove opportunità è solo nella forza dello Spirito che i discepoli diventano missionari. Negli Atti le vicende della Chiesa si snodano non senza tensioni e pericoli, sostenendo fatiche e persecuzioni. Eppure la vita cristiana non soccombe, anzi si rafforza, perché continuamente irrorata dal pulsare vivo del kerigma di Cristo morto e risorto. Ad esso occorre sempre – e più che mai oggi – ritornare e da esso ripartire.

Eppure oggi pare più interessante ripartire da ben altro, volando altissimi nel proclamare i principi della dottrina sociale della Chiesa e perfino prospettando non meglio precisati nuovi modelli di economia e finanza. Ma stiamo davvero inseguendo «ciò che interessa alla gente»? Ogni discernimento esige concretezza. La famiglia – finora troppo trascurata nei discorsi ufficiali e mai considerata davvero – è il fondamentale soggetto sociale concreto, da cui può e deve ripartire sia la società che la Chiesa.

Natalino Bonazza






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