LE VOCI DEI BAMBINI


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pubblicato il 19 giugno, 2020

Durante i mesi del blocco il patronato è rimasto chiuso e silente. Deserti i campetti di cemento, che lo attorniano, e vuote le panche all’ombra degli alberi. Ma da una settimana a questa parte è tornata la vita. Dai balconi di casa aperti mi arrivano le voci dei bambini, che frequentano il centro estivo «Estate dei ragazzi». Giocano, si rincorrono, si chiamano l’un l’altro, vanno e vengono in bici o a piedi per le attività esterne. Fanno tutte le loro attività con la mascherina e seguendo le regole, a cui bisogna attenersi, senza manifestare particolare fastidio. La loro serenità ci ha colpito subito.

E’ bello sentire le voci dei bambini, fa bene al cuore. Ci ricordano che siamo una comunità che si prende cura della vita che cresce, che condivide il compito educativo delle famiglie e perciò sa trovare insieme le soluzioni.

Sono anch’io del parere che nel tempo della pandemia tra i dimenticati ci sono (stati) anche i bambini e non solo a causa della chiusura delle scuole. Fa pensare: per un certo periodo veniva permesso passeggiare con il cane, ma non ancora con i propri figli. Un’anomalia che deve far riflettere. Ora viviamo il presente: non solo con coraggio e responsabilità, ma anche trovando un senso e una direzione propositiva. Infatti non basta commuoversi, occorre riconoscere fattivamente che ai bambini e ai ragazzi dobbiamo un futuro. E’ già un buon segno, per cominciare, se parliamo meno di noi stessi e ci occupiamo di più di loro, se una buona volta finiamo di ritenerli un peso o un disturbo e li accogliamo come un dono.

Natalino Bonazza






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