OK I SOCIAL, MA…


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pubblicato il 19 giugno, 2020

Indubbiamente ci sono serviti e pure parecchio, durante i lunghi mesi di lockdown. Lunghi perché noiosi, tutti uguali, bloccati in casa, spesso senza nulla da fare. Ecco che allora, per rompere la noia, per ammazzare il tempo (troppo, a disposizione!), per reinventarsi ci siamo inventati di tutto. Chi ha iniziato a cucinare, chi a leggere, chi a collezionare serie tv, chi ad allenarsi, chi a intrattenersi sui social.

L’ho fatto anche io, per diletto ma anche per mantenere i contatti, familiari (attraverso le videochiamate), con amici, lavorativi (tra consulenze telefoniche e i così detti webinar, ossia seminari online). Tutto molto costruttivo, interessante, utile ma effettivamente non indispensabile. Sono entrata in contatto con un gruppo in particolare, con una grande e curiosa idea alla base ma col timore che resti appunto una grande bella idea. Perché le cose si concretizzino bisogna passare alla fase successiva, bisogna uscire allo scoperto, bisogna abbandonare la sicurezza di uno schermo e incontrare l’altro. Le idee, se sono valide, vanno concretizzate! E per testare se c’è feeling tra le idee, bisogna testare se c’è feeling anche tra gli ideatori di quelle idee e quindi tra persone.

Una persona iscritta allo stesso gruppo ha trovato interessante il mio lavoro, per una possibile collaborazione. Mi ha contattata tramite i social (ecco l’utilità) e mi ha chiesto di incontrarci per conoscerci meglio e capire se l’idea poteva concretizzarsi. Le donne, si sa, sono super impegnate e dopo qualche reciproco cortese declinare l’invito, oggi finalmente ci siamo riuscite: ci siamo viste. Devo dire che, per quanto si possa provare feeling dietro uno schermo, scambiandosi qualche battuta, è tutt’altra cosa che interagire vis a vis con una persona. La puoi vedere negli occhi, lo scambio di battute è più fluido e veloce, osservi come si veste, come si muove, come sorride, come gesticola quando parla, oltre che chiaramente prestare attenzione a ciò che dice. Ora non ci resta che concretizzare le nostre idee!

Qualche settimana fa una mia paziente mi raccontò di aver conosciuto un ragazzo sui social e di aver chattato a lungo con lui. C’era feeling ed era reciproco. Nel frattempo crescevano le aspettative, in parte anche le speranze e la voglia di vedersi ma qualcosa è andato storto e i due non si sono mai incontrati. Dove sarà finito tutto quel feeling? Quanto facile è credere di provare qualcosa senza arrivare alla “prova del nove”?

Durante il lockdown ho capito una cosa: i social sono surrogati delle relazioni umani. Surrogato, dal vocabolario online Treccani: prodotto o sostanza che surroga, in quanto ha caratteristiche analoghe, un altro prodotto o sostanza, rispetto ai quali PERO’ è spesso INFERIORE di qualità ma MENO COSTOSO e di più FACILE approvvigionamento. I social sono gratis, alla portata di tutti, creano veloci connessioni ma la qualità delle connessioni che crea è e sarà sempre di qualità inferiore alle relazioni umane. Ricordiamocelo!

Monica Alviti






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