SPOSI X GLI SPOSI


« Alibi Uno sguardo sulla settimana »

pubblicato il 26 giugno, 2020

Come tutti i doni di Dio, anche il matrimonio non è un semplice contentino, una caramella da gustare in un attimo per poi dimenticarsi a breve del suo dolce aroma sfuggevole. Non inizia e finisce con una bella cerimonia e una festa: è un dono per la vita, una scuola per migliorare noi stessi, una fonte di creazione. E come tutte le scuole, a volte è difficile, ci mette alla prova e non sempre sentiamo di aver successo. Che fare dunque? Sono forse il solo a sentirmi così? Siamo forse noi due il problema?

In seno alle nostre parrocchie di San Giuseppe, San Marco e Corpus Domini, negli ultimi anni sono state numerose le coppie che hanno deciso di pronunciare le promesse coniugali. Durante un incontro del Consiglio Pastorale è sorta la questione di che cosa potessero fare le nostre comunità, per non abbandonarle a loro stesse dopo averle accompagnate lungo il cammino verso l’altare. Si fa tanto per i bambini, per i ragazzi, per gli anziani, ma per i giovani sposi? Ecco che ispirandosi a realtà esistenti in altre parrocchie è nata l’iniziativa “Sposi x gli sposi”: uno spazio e un tempo dedicati alle coppie con incontri a cadenza mensile, all’insegna della riflessione, del confronto e della condivisione sul tema del matrimonio. Con la compagnia di tre coppie “veterane” e di don Natalino e don Gilberto i giovani sposi dedicano qualche ora al proprio matrimonio con l’obiettivo di crescere, consolidare e approfondire l’amore coniugale, per continuare a farne tesoro nell’intimità della propria casa. Dopo un iniziale invito conoscitivo, a cui hanno risposto in molti per valutare l’interesse verso una tale proposta, si è svolto a metà febbraio il primo vero appuntamento: dopo la Santa Messa ci siamo riuniti in patronato San Giuseppe per pranzare insieme e affrontare poi la lettura di due brani di Amoris Laetitia di Papa Francesco. La discussione che ne è scaturita ha spalancato le porte al sollievo di molti di noi, quando improvvisamente ci siamo resi conto che no, non sono il solo a sentirmi così e no, non siamo noi due il problema. Ecco che sbirciando nello spiraglio che le altre coppie hanno aperto sul loro matrimonio, abbiamo intravisto le stesse difficoltà, gli stessi dubbi, le stesse paure. Così l’ascolto e il dialogo si sono tradotti nell’accoglienza che forse tutti noi cercavamo, quel senso di comunità di cui magari sentivamo la mancanza, una via di fuga dall’isolamento, a cui a volte il menage familiare e il tran tran quotidiano ci costringe.

La comunione ecclesiale che abbiamo respirato in questi due primi incontri, sebbene ancora timida e insicura data, la poca confidenza fra i partecipanti, sembra suggerire uno stimolo crescente di sostegno, comprensione e ci auguriamo presto di amicizia. Perché se anche il segreto per un matrimonio felice rimane un segreto, insieme possiamo formulare qualche ipotesi.

Delia e Roberto







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