CONFORMISMO DI GREGGE


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pubblicato il 03 luglio, 2020

Ogni estate ha i suoi tormentoni, specie quelli musicali. Di solito salta fuori una canzone, magari ballabile e con un ritornello semplice, che tutti canticchiano a memoria. Non so se qualcosa di nuovo sta già arrivando o se bisogna attendere ancora un po’ in questa estate così strana.

Prendo l’iniziativa e vi propongo il mio tormentone. Si tratta un brano di successo di Giorgio Gaber. La canzone si intitola «Il conformista». La prima stesura del testo risale al 1997 e ha conosciuto delle varianti negli spettacoli  seguenti. Bisogna ascoltarla per intero, cogliendo alcune allusioni proprie del contesto storico che è un po’ cambiato. C’è un passo, che mi sembra particolarmente attuale: «Il conformista / è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta, il conformista / ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa / è un concentrato di opinioni / che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani. / E quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire / forse da buon opportunista / si adegua senza farci caso / e vive nel suo paradiso».

C’è poco da fare, questi graffi ironici tratteggiano efficacemente l’appiattimento che l’informazione a senso unico oggi provoca, agitando molto le pance e addormentando i cervelli. Ci tratta come una massa di pecoroni che si commuovono, si indignano, protestano e rivendicano. Ma non si fermano, non pensano, non si interrogano, non discutono. Si rifugiano in poche semplici convinzioni senza riuscire a reggere la complessità.

Natalino Bonazza






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