Figli adolescenti che non aiutano in casa: come comportarsi?


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pubblicato il 17 luglio, 2020

Il disordine e la pigrizia sono una delle cause principali di litigate e discussioni con i figli adolescenti. Spesso sono buttati sul divano, con lo smartphone in mano, con quella faccia annoiata e insoddisfatta e ogni volta che gli si chiede qualcosa sembra stiamo chiedendo loro uno sforzo sovrumano.

Noi genitori, tendenzialmente, vorremmo infondere il nostro concetto di ordine e responsabilità ai nostri figli e le aspettative il più delle volte non corrispondono ai loro comportamenti, generando così un vissuto di rabbia, frustrazione e impotenza e sfociando spesso in conflitti senza fine.

Non dovremmo prendere troppo sul personale questi comportamenti, nonostante a volte siano piuttosto fastidiosi e irritanti. Il dire di no, l’essere annoiati, il sentirsi apatici verso qualsiasi tipo di attività, sono comportamenti tipici della fase adolescenziale, dove i ragazzi sono incentrati soprattutto su loro stessi e sul loro mondo, perdendo un po’ di vista il contesto e ciò che accade attorno.

Il disordine, dunque, è l’espressione della personalità del ragazzo in piena fase di crescita, il quale gradualmente sta imparando a organizzare il suo tempo, i suoi spazi e a trovare una sorta di equilibrio interno nel marasma dei vari cambiamenti in cui è immerso. Ma dare una mano in casa non è impossibile! Anzi, è un modo per iniziare ad assumersi qualche piccola responsabilità e svolgerla in piena autonomia.

Ai genitori può tornar utile ricordare che:

  1. Il figlio ideale non è quello reale. Quindi lo sbuffare, il rimandare, il rispondere “che palle” oppure “dopo, ora non ne ho voglia” rientrano nella normalità di questa fase della crescita. Per tale ragione, è importante trovare un compromesso, concordare con loro degli spazi di pulizia e di ordine condivisi.
  2. Stop alle offese, punizioni e minacce. Urla, sgridate continue, critiche e commenti svalutanti “Sei sempre il solito, non sei in grado di fare niente”, rischiano di innescare un braccio di ferro continuo con i nostri figli che alla fine non porta da nessuna parte. Attaccarli in maniera aggressiva porterà a innervosirsi e a stancarsi ancora di più, e loro la vivranno come l’ennesima pesantezza e quelle parole perderanno di efficacia.
  3. Non bisogna sostituirsi a loro. Inizialmente insegnare ai ragazzi ad eseguire questi compiti può essere molto più faticoso che portarli a termine direttamente ma non per questo ci si deve scoraggiare. Anche se a fine giornata si è molto stanchi e a volte nervosi, è importante far capire loro, con pazienza, ciò che potrebbero fare, dando loro suggerimenti e dritte. Solo in questo modo, gradualmente, li accompagnerete ad avere alcune responsabilità concrete e a sapersela sbrigare da soli.
  4. Nel loro spazio devono sentirsi liberi di esprimersi. Se in casa sono presenti regole ben precise, per esempio non possono lasciare in giro le scarpe oppure il borsone dell’attività sportiva, è importante che almeno nella loro camera ci sia una maggiore flessibilità che li faccia sentire liberi di muoversi e “proprietari” di uno spazio tutto loro. La camera rappresenta la loro tana, è la fotografia del loro mondo interno e proprio per questo è importante essere il più possibile rispettosi e non intrusivi.
  5. Il nostro esempio è fondamentale! L’apprendimento indiretto e la coerenza dei nostri comportamenti influenzeranno molto i loro.
  6. forse sarebbe bello prima di tutto chiedere “Come stai?”.

 

(tratto e riassunto da AdoleScienza.it)







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