L’ERRORE UMANO CHE CI SALVERA’ LA VITA


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pubblicato il 07 agosto, 2020

Ho fatto un sogno. O forse era un incubo. Vivevo in un mondo perfetto, dove tutti erano uguali, dove regnavano pace e amore, dove non esistevano i contrari. C’era il bello ma non il brutto, il buono ma non il cattivo, tutto giusto ma niente di sbagliato, sempre luce e mai buio. Scorreva tutto liscio, così liscio da essere quasi noioso. Non era un mondo in movimento. Il tempo sembrava congelato: nessuna evoluzione, tutto fermo. Volti sorridenti ma dall’espressione sempre uguale, legami sinceri e benevoli tra le persone ma costantemente tiepidi, mai caldi. Nessun litigio, nessuna discissione, nessun slancio emotivo. A guardare bene quelle persone dai sorrisi stampati, sembravano tanti bei manichini, degli automi. Girava la voce fossero in realtà dei robot dalla sofisticatissima intelligenza artificiale. L’autore di una così raffinata opera d’arte? L’uomo! L’uomo che con la sua “intelligenza umana”, dopo anni e anni di studi, ricerche, sperimentazioni, aveva creato in laboratorio l’essere perfetto.

Mi sono svegliata all’improvviso, troppo presto per veder evolvere il mio sogno o il mio incubo. Non mi aveva lasciato una bella sensazione addosso, anzi! Quel senso di pace sembrava artefatto, quel mondo perfetto sembrava immobile e mi ci sentivo soffocare dentro. Non poter alzare la voce, esprimere al massimo un sentimento, esultare, “impazzire” di gioia, gridare, piangere mi faceva sentire a disagio, non mi faceva sentire umana.

Il mondo è fatto di eccessi, di dicotomie, di estremi. L’uomo, per quanto la razionalità voglia prendere il sopravvento, è, e mi auguro resterà per sempre, fatto principalmente di emozioni; emozioni che lo distinguono dagli altri esseri viventi, abitanti di questa Terra, che gli hanno dato il “primato” sulla Terra, che lo riempiono di contraddizioni ma che per questo lo rendono unico nel suo genere e privilegiato, che lo fanno sentire vivo. Le emozioni ci rendono esseri umani, esseri perfetti nella loro imperfezione. L’intelligenza artificiale potrebbe definire le emozioni come il più grande “errore umano” ma è proprio grazie a questo errore (fino a che l’uomo sarà capace di emozionarsi e di provare sentimenti) che il mio sogno/incubo non diverrà mai realtà. Una bambola adibita ai piaceri del sesso, per quanto bella e artificialmente intelligente, farà provare piacere ma non né proverà. Un futuristico robot (ma nemmeno così tanto futuristico ormai), adibito a sostituto umano, nelle faccende domestiche ma magari anche in “ruoli sociali” come il medico o il prete, simulerà la cosa giusta da fare e la cosa giusta da dire ma non la percepirà. Scorrono pur sempre cavi lungo i suoi tubi mentre scorre sangue nelle nostre vene. Si creano connessioni elettriche nel suo cervello artificiale mentre si creano sinapsi nel nostro. Tintinna ferro freddo nel suo centro di controllo vitale mentre batte di materia umana calda il nostro cuore.

Apro gli occhi, son desta, torno totalmente alla realtà, in questo mondo così imperfetto ma così umano e questo mi rassicura.

Monica Alviti






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