DIPENDE DA NOI


« La messa di don daniele La lezione di papa luciani - a 42 anni dalla sua elezione a papa »

pubblicato il 28 agosto, 2020

In prima pagina del giornale trovo accostati i titoli di due notizie per niente buone. La prima: gli ispettori dell’INPS avrebbero scoperto che nei mesi scorsi oltre tremila aziende hanno truffato la cassa integrazione facendo assunzioni fasulle. La seconda: la Corte dei conti ha calcolato che negli ultimi vent’anni è stato recuperato solo un decimo dei soldi delle tasse non riscosse, nonostante l’invio di cartelle e solleciti da parte dell’Agenzia delle entrate. Cito questi due fenomeni rilevanti non tanto per sollecitare ancora indignazione e sfoghi, quanto per invitare ad una presa di coscienza, che in tempo di pandemia va rinsaldata.

Con troppa facilità ci è stato detto che ne usciremo migliori, quasi fosse scontato. In realtà – come in ogni situazione di messa alla prova – stanno uscendo miserie e fragilità etiche. Occorre ribadirlo: siamo un popolo e non «una comunità di individui». Se manca il senso di appartenenza sociale e perciò di solidarietà, la qualità della nostra convivenza viene immiserita, ognuno pensa solo a se stesso ed inevitabilmente esce il peggio.

Ricominciamo da noi stessi. Chi condivide la fede cristiana, ricordando che in lui abita lo Spirito Santo, invochi il dono della sapienza e tenga presente che il nostro Maestro è ben più di Salomone (cfr Lc 11,31). Andiamo ad incontrarlo, interroghiamolo, ascoltiamolo. Abbiamo così tanto da imparare e da ricevere da Lui!

Natalino Bonazza






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