I SANTI DELLA SETTIMANA


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pubblicato il 28 agosto, 2020

Giovedì 3 settembre ricorre la memoria di san Gregorio Magno, uno dei quattro dottori dell’Occidente. Infatti è spesso raffigurato in compagnia di Sant’Ambrogio, San leone Magno e Sant’Agostino. Gregorio nacque verso il 540 dalla famiglia senatoriale degli Anici e alla morte del padre Gordiano, fu eletto, molto giovane, prefetto di Roma. Lasciò la carriera amministrativa, facendosi monaco e divenendo poi abate del monastero di Sant’Andrea sul Celio. Per la stima di cui godeva da parte di Papa Pelagio fu scelto come suo rappresentante  Costantinopoli, dove seppe favorire  la comprensione e l’unità della Chiesa. Eletto Papa, ricevette l’ordinazione episcopale il 3 settembre 590. Nonostante la malferma salute, esplicò una multiforme e intensa attività nel governo della Chiesa, nella sollecitudine caritativa, nell’azione missionaria. Fu un vero pacificatore nell’Italia invasa dai Longobardi. Autore e legislatore nel campo della liturgia e del canto sacro (ecco perché si chiama «gregoriano»), elaborò un Sacramentario che porta il suo nome e costituisce il nucleo fondamentale del Messale Romano. Lasciò scritti di carattere pastorale, morale, omiletico e spirituale, che formarono intere generazioni cristiane specialmente lungo il Medio Evo. Morì il 12 marzo 604.
Una particolarità della tradizione liturgica del Patriarcato di Venezia consiste nel fare memoria dei santi e dei giusti dell’Antico Testamento. Per tale motivo venerdì 4 settembre si festeggia San Mosè, al quale è dedicata anche una chiesa parrocchiale nei pressi di San Marco. Uomo scelto da Dio per liberare il popolo oppresso in Egitto e condurlo nella terra promessa, Mosè fu chiamato sul monte Sinai nel segno del roveto ardente. In quell’evento l’Altissimo gli rivelò il suo nome: «Io sono colui che sono» e gli affidò la missione di guida del popolo attraverso il deserto fino alla terra promessa. Mediatore dell’alleanza di Dio con il popolo, ricevette la legge, scolpita sulle tavole di pietra, e sperimentò la fedeltà e la misericordia di Dio dinanzi alle cadute del popolo, non sempre docile alla parola del suo Signore. Carico di giorni, questo servo di Dio morì sul monte Nebo nella terra di Moab (attuale Giordania) vedendo davanti a sé la terra promessa, nella quale lui non potè entrare.







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