CI VUOLE UN RESET


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pubblicato il 11 settembre, 2020

Nell’informatica il «reset» è un termine che indica una funzione precisa. Talvolta infatti occorre ripristinare le condizioni di partenza di un sistema operativo, che si è impallato e non riusciamo a sbloccare. Trattandosi pur sempre di elaboratissime formule in sistemi binari, il reset si effettua in senso vero e proprio ripartendo da zero, quindi dal momento iniziale, in cui tutto è cominciato. Solo così tutto può il computer può riavviarsi.

Ci vuole un reset anche nella vita delle nostre comunità parrocchiali? La domanda emerge ora che si fa pressante l’esigenza di cominciare il catechismo, ma non è inedita. E’ un interrogativo che punge il cuore di chi si dedica alla trasmissione della fede e vede un largo abbandono dopo la celebrazione della prima comunione e della cresima. Un interrogativo che chiama in gioco famiglie e comunità parrocchiale intera.

Sappiamo riconoscere qual è il nostro punto zero: il momento iniziale che ci riavvia o, per meglio dire, ci rigenera di continuo? Ci rendiamo conto che senza la domenica restiamo digiuni di annuncio e ne patisce la fede? ci manca l’eucaristia e quindi l’energia per fare della vita un dono? si sfilaccia il tessuto delle relazioni e la comunità diventa un termine vuoto? Ammettiamolo, siamo noi adulti ad aver bisogno di un reset.

Natalino Bonazza






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