UNO SGUARDO SULLA SETTIMANA


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pubblicato il 18 settembre, 2020

Diamo i numeri! Sapete quante mascherine verranno fornite dal governo quotidianamente alle scuole? 11 milioni. Sapete quanti giorni ci sono in un anno scolastico? 200. Avete provato a fare un conto di quante ne verranno usate da qui a giugno? Esatto 2.200.000.000 (due miliardi e duecento milioni); ed è una cifra che tiene conto del fabbisogno minimo, infatti i giorni scolastici potrebbero essere di più!

La pandemia sta causando problemi anche quando non risulta essere particolarmente aggressiva nei contagi, infatti sta mettendo a dura prova i servizi logistici legati ad un comparto fondamentale dell’Italia – e del mondo – che è l’istruzione; non solo l’approvvigionamento quotidiano agli istituti ma, cosa ancor più critica, lo smaltimento delle mascherine: fatto salvo l’uso di cassonetti appositi situati fuori dalle scuole poi il loro contenuto dovrà giocoforza essere bruciato in quanto materiale non riciclabile.

Ora, sommando questo nuovo “consumo” a quello quotidiano di ospedali, esercizi di vendita, ristoranti, bar e hotel l’ISPRA – l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – stima che in tutto il 2020 si tratteranno come spazzatura una cifra che oscilla tra 160mila e 440 mila…tonnellate di dispositivi legati al virus.

Con buona pace di tutti gli ambientalisti, questo materiale dovrà essere incenerito provocando naturalmente un aumento dell’inquinamento atmosferico nonché l’assoluta necessità di non dismettere i medesimi impianti, da anni legati a battaglie ecologiche combattute soprattutto dai residenti nelle vicinanze di questi “eco-mostri”.

Oltre a questo, che non è poco ma che risulta essere ineluttabile, quello che invece fa proprio uscire dai gangheri è l’assoluta negligenza di troppe persone che pensano bene di lasciare mascherine e guanti sparsi ovunque: un associazione francese dal nome “mare pulito” ha stimato che in tutto il mondo nel mare ci sono più mascherine che meduse!

Del resto credo che ognuno di noi ne veda almeno un paio al giorno abbandonate su un’aiuola oppure in mezzo alla pista ciclabile o sulle fermate del tram; molte di queste saranno sicuramente cadute accidentalmente dalle tasche di persone che non l’avrebbero buttata apposta, sta di fatto che comunque un nuovo rifiuto urbano sta popolando le nostre vie e i nostri mari purtroppo!

La situazione è già complicata di suo, speriamo veramente nel buon senso e nella civiltà di tutti, solo facendo la nostra parte potremo aiutare chi cerca di risolvere questa emergenza!

Alessandro Seno






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